I video del Pentagono: opinioni a confronto

di Enrico Manieri - Henry62
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Un antico adagio dice "l'olio buono viene a galla", cioè la verità emerge nel tempo, bisogna solamente saper aspettare.
Queste brevi note mi nascono spontaneamente dopo aver letto uno scambio di post sul forum di Luogocomune fra gli utenti Sertes e Tuttle.
L'argomento di discussione sono i video del WTC, ma ovviamente, quanto affermato vale per qualunque video digitale, compresi, quindi, quelli del Pentagono.
Chi siano questi due utenti lo sappiamo dalle informazioni che loro stessi resero pubblicamente note: Tuttle, già noto con l'alias Pier69, è un esperto video che pubblicò tempo fa una per me discutibile analisi dei filmati del Pentagono; Sertes, stando alla sua scheda, è invece un docente di informatica, che così si definisce:
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"...Per tua informazione sono stato vari anni un insegnante di informatica, l'esame sulla Trasmissione Dati e Compressione all'università di Bologna l'ho dato, quindi sì, sono l'esperto che ti smonta la minchiata dell'ala retrattile.

Sulle foto ho provato a ragionare assieme a te, ma sui video compressi ti mancano proprio gli strumenti e la teoria di base che ci sta dietro, per questo ti dico portalo tu un esperto di informatica o di editing video che sostiene che è possibile analizzare fotogrammi calcolati con compressione a perdita di dati e stabilire da questi a ritroso com'era la realtà.

Se ce la fa, altro che nobel!!"

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Entrambi sono sostenitori di teorie "alternative" sui fatti dell'11 settembre, sono cioè due complottisti che ritengono che il governo americano abbia delle responsabilità dirette in quei tremendi fatti.

Data l'assonanza di posizioni rispetto alla verità dei fatti, il loro scambio di battute non può essere accusato di essere basato su posizioni di debunking, dato che nessuno di loro è un debunker.

Cosa dice Sertes?

Sertes fa una affermazione in questa discussione che mi trova completamente d'accordo (tutte le enfatizzazioni ed i colori del testo citato sono miei):

"Sertes Inviato: 31/7/2008 17:10 Aggiornato: 31/7/2008 17:10
...
Invece per fare una qualsiasi analisi seria dei video si dovrebbero sempre utilizzare gli originali: i codec di compressione video spesso lavorano a perdita d'informazione, ovvero per ottimizzare la resa tagliano parti di ripresa o vanno ad interpolare, a calcolare fotogrammi che non sono 100% fedeli all'originale. Se parti da un video compresso e ne studi i singoli fotogrammi hai già sbagliato in partenza.
..."
Ovviamente chi fece affermazioni di ben altra natura, non può accettare questa chiarissima posizione, sostenuta da nozioni teoriche e pratiche che chiunque può verificare, ed infatti, dopo poco più di una mezzoretta compare il messaggio di Tuttle / Pier69 nella stessa discussione, che riporto integralmente:
"Tuttle Inviato: 31/7/2008 17:49 Aggiornato: 31/7/2008 17:53
Iscritto: 1/9/2006
Re: “No planes”, una teoria insostenibile
Citazione:
Se parti da un video compresso e ne studi i singoli fotogrammi hai già sbagliato in partenza.
Scusa Sertes ma questo non corrisponde al vero ma forse ho capito male cosa volevi intendere.
I fotogrammi di un video compresso si possono analizzare sempre - almeno che non vi sia un fattore di re-encodifica tale da rendere il supporto inutilizzabile ma di conseguenza anche inguardabile.
Ma il video compresso si analizza da sempre.
Basti pensare che la tecnologia in ambito video (degli ultimi anni), a tutti livelli, lavora già in partenza su fotogrammi compressi.
Dal "vecchio" e costosissimo D1 (il massimo in termini di qualità) al Digital Betacam (DCT) al miniDV, al DVCAM, al DVCAMPRO, all'HDV, all'Mpeg2 e sino a tutti i codec HD che stanno prendendo piede nell'ultimo periodo.
Sono tutti formati compressi in partenza.
Qualsiasi di questi formati nativi, anche se ricompresso per utilizzo diverso, può essere analizzato senza alcun problema.
Giusto per correttezza.
Ciao"
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Dopo pochi minuti, risponde ancora Sertes:
"Sertes Inviato: 31/7/2008 18:00 Aggiornato: 31/7/2008 18:00
Da: Bologna
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Re: “No planes”, una teoria insostenibile
Già, altre volte mi sono espresso meglio :(Volevo dire che esistono compressori che mantengono l'integrità del dato (zip è noto a tutti) e vi sono compressori che lavorano a perdita di dato (divx) in cui uno stesso oggetto non è obbligatoriamente fedele alla realtà, si predilige piuttosto la resa finale.
Un ala che si accorcia perchè l'oggetto entra da fuori schermo, a grande velocità, e passa sopra un altro oggetto può benissimo essere un artefatto del codec video.
Questo lo so con un approccio informatico, spero che tu ne convenga magari dandomi conferma con un approccio di esperto video."
A questo punto cosa scrive Tuttle?
Smentendo di fatto tutto quanto aveva fatto nel suo studio precedente, scrive il seguente messaggio:
"Tuttle Inviato: 31/7/2008 18:19 Aggiornato: 31/7/2008 18:19
Re: “No planes”, una teoria insostenibile
Ok. Ora ho compreso meglio cosa intendevi.
Confermo la possibilità che citi ed è un sintomo di un processo di compressione basato sulla compensazione del moto e sulla predizione del fotogramma.
Questa tecnica lavora su base blocco, (perché se lavorasse su base del singolo pixel avremmò risultati ancora peggiori), e tenta di "ricostruire" il frame successivo partendo da quello precedente - lavorando solo sui blocchi che al codec appaiono "mutare" in relazione a dei vettori di spostamento.
Anche i nuovi metodi di incapsulazione e i nuovi codec compatibili ed ospitabili dai file FLV (quelli usati da youtube per capirci) usano questa tecnica di motion estimation.
Ovvio che se un determinato video ha subito diversi passaggi di encodifica basati sulla MC (per esempio da DV nativo (intraframe) a Mpeg2 a mpeg1 verso poi H.264 etc) il risultato finale sarà un video che ha subito diversi processi di re-codifica ad interdipendenza fra fotogrammi.
Se poi durante questi passaggi ci si aggiunge anche un downscale (resize) o peggio un upscale...si ottiene qualcosa che è davvero difficile da interpretare.
Soprattutto nei contenuti.
Però, per essere sinceri, quello che chiamiamo "ala retrattile" non mi sembra un sintomo della motion compensation.
Ma di sicuro una CGI non produrrebbe quel genere di problematiche. :)CIao"
Sorprendente, non è vero?
Ricordo che i filmati del Pentagono sono degli MPEG1, un codec video lossy di quelli citati da Sertes, in più il filmato è stato certamente sottoposto ad un processo di downscale, visto che ha frame di dimensioni pari alla metà di quello nativo frutto dell'acquisizione digitale dal filmato originale analogico salvato su VHS, cioè quel processo che Tuttle / Pier69 ora dice che porterebbe a qualcosa difficile da interpretare, soprattutto in termini di contenuti!
Ebbene, questo è esattamente ciò che ho da subito contestato a Tuttle / Pier69 nella sua analisi, motivo per cui scrissi nel giugno 2007 questo articolo di critica alle sue ipotesi e quindi sviluppai l'argomento negli articoli raccolti nel dossier "Le telecamere del Pentagono" .
Ci è voluto più di un anno, ma finalmente "l'olio buono è venuto a galla"!

I video del WTC: aeroplano che "scompare"

di Enrico Manieri - Henry62

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Il video che propongo è di fonte "complottista" e quindi al di sopra di ogni sospetto per chi sostiene le cosiddette teorie alternative, ma credo sia interessante perchè dimostra in modo assai evidente l'effetto che può avere la compressione del codec utilizzato nel video digitale sul contenuto informativo del filmato in particolari condizioni di ripresa.
Il video è il seguente:

Si vede un aeroplano che vola dietro le Torri in fiamme e, ad un certo punto, in corrispondenza di una variazione della focale operata dallo zoom della telecamera, si assiste alla "sparizione" dell'aereo nel cielo nel giro di pochi decimi di secondo.
L'aereo, chiaramente, è ancora in cielo, sicuramente ancora visibile nel filmato originale, ma nel video compresso è sparito e fa bella mostra solamente un cielo omogeneo.
Questo effetto è dovuto all'azione congiunta della variazione di focale, passata da teleobiettivo a grandangolare (che ha ridotto le dimensioni in pixel dell'aereo) e all'azione dell'algoritmo di compressione che ha interpolato grossolanamente l'aereo col cielo circostante.
A scanso di equivoci, non sto facendo un parallelo fra questo filmato e quelli del Pentagono rilasciati dal DoD (Department of Defense) e non sto affatto dicendo che la compressione sia la sola causa del perchè in quei filmati non si vede chiaramente un aereo.

Comunque ritengo interessante segnalare questo esempio che, più di tante parole, fa capire che senza alcuna manomissione "dolosa" un filmato può perdere dettagli importanti, fondamentali come in questo caso, per semplice azione dell'algoritmo di compressione del codec.

Vorrei che si facesse particolare attenzione all'intera sequenza di immagini e, in seguito, agli ultimi due fotogrammi.

Nell'intera sequenza, in cui ricordo che i fotogrammi sono distanziati di frazioni di secondo, si vede che la forma dell'aereo perde via via definizione al diminuire sia della sua dimensione, che della "differenziazione" rispetto allo sfondo, al punto da diventare praticamente una macchia senza forma apparente di aeromobile, per poi sparire del tutto.

Veniamo ora ai frame finali:il primo, in cui l'aereo è ancora visibile, riporta l'indicazione temporale +00:02:24;04 mentre il secondo, in cui l'aereo è definitivamente assente, riporta il tempo +00:02:24;08 ma in realtà nel filmato già al tempo +00:02:24;06 l'aereo era scomparso (ma non sono riuscito a catturare l'immagine).

Ciò significa che la scomparsa dell'aereo nel filmato avviene improvvisamente nel tempuscolo di 2 centesimi di secondo, con una discontinuità che non è giustificabile da fenomeni di distanza o nubi, anche perchè le dimensioni relative degli oggetti nell'inquadratura ci consentono di dire che la focale, pur variando, non cambia in modo significativo fra i due fotogrammi che ho indicato ed in due centesimi di secondo l'aereo può allontanarsi al massimo di qualche metro...

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DOSSIER "LE TELECAMERE DEL PENTAGONO"

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  1. - Perchè non si vede chiaramente un aeroplano nei filmati del Pentagono?
  2. - Le telecamere del Pentagono: verità a confronto
  3. - Le telecamere del Pentagono: differenza fra telecamere analogiche e digitali
  4. - Le telecamere del Pentagono: differenza fra CCD a colori ed in bianco e nero
  5. - Le telecamere del Pentagono: segnale video e sua memorizzazione
  6. - Le telecamere del Pentagono: i videotape dello schianto di AA77
  7. - Le telecamere del Pentagono: i filmati digitali rilasciati dal DoD
  8. - I video del WTC: aeroplano che "scompare"

Le telecamere del Pentagono: i filmati digitali rilasciati dal DoD

di Enrico Manieri - Henry62 .
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In questo articolo andremo ad analizzare l'ultima fase relativa alla creazione e distribuzione dei filmati dello schianto del Volo AA77 contro il Pentagono, resi pubblici dal DoD ("Department of Defence") in seguito a richiesta FOIA ("Freedom of Information Act").
Come si è visto nei precedenti articoli, esistono prove testimoniali aventi valore legale che attestano l'esistenza di videocassette con le riprese di sistemi televisivi a circuito chiuso fatte dal sistema di controllo accessi e sorveglianza esterna del Pentagono.

La testimonianza dell'agente speciale del FBI Jacqueline Maguire è molto dettagliata in merito e non lascia alcun possibile dubbio sull'esistenza di questa videocassetta.
La stessa testimonianza ci dice anche che questa videocassetta è quella da cui sono stati ricavati i video digitali presenti sul CD-ROM rilasciato pubblicamente dal DoD.
Questo passo deve essere attentamente analizzato, perchè potrebbe riservare qualche sorpresa.

La catena di strumenti che l'11 Settembre 2001 era installata al Pentagono, di cui conosciamo marca e modello della telecamera analogica - Philips LTC 1261/21 - che registrò le immagini su video-registratore time-lapse, non ci è nota nel dettaglio; in particolare, non sappiamo come la telecamera fosse connessa al video-registratore e se il video-registratore fosse di tipo analogico o digitale.

La questione è complessa, perchè comporta alcune ipotesi che potrebbero introdurre differenze anche sostanziali rispetto a quanto andremo ad esporre.

In assenza di ulteriori informazioni, basandoci anche sulla testimonianza Maguire, ipotizziamo come probabile che la registrazione fosse stata fatta su videocassetta analogica, come era lo standard di fatto dei sistemi di sicurezza TVCC nel 2001.

L'argomento che dobbiamo trattare è la conversione del video analogico registrato su videocassetta in filmato digitale MPEG.

L'immagine che segue rappresenta il risultato di un doppio processo di conversione da analogico a digitale e successivo ritorno ad analogico: come era logico attendersi, la qualità del campionamento impatta in modo fondamentale con la qualità del filmato digitale ottenuto e il processo avviene senza perdita apprezzabile di dettaglio solamente se il numero di campioni è prossimo alla risoluzione verticale dell'immagine.


I filmati rilasciati dal DoD sono due spezzoni in formato MPEG 1, con dimensioni del frame pari a 352 x 240 pixel (formato CIF - Common Intermediate Format).

Apparentemente il numero di pixel orizzontale potrebbe sembrare eccessivamente limitato per avere un filmato di qualità comparabile all'originale analogico, ma prima di procedere è bene fare qualche chiarimento in merito alla qualità del segnale analogico di partenza.

Come detto, la telecamera del Pentagono forniva un segnale standard NTSC: per un segnale full-frame NTSC il massimo formato standardizzato acquisibile in fase di digitalizzazione fornisce un'immagine avente le dimensioni di 720 pixel orizzontali per 480 verticali (D1 NTSC - ITU-R 601).

Nella pratica, il massimo formato visibile comunemente utilizzato ha dimensioni 704 x 480 pixel.
Nell'immagine che segue si possono confrontare le diverse misure standardizzate delle digitalizzazioni dei fotogrammi ottenibili a partire da filmati analogici NTSC.
Il formato CIF è stato colorato in giallo.


E' chiaro che non avrebbe senso acquisire immagini digitali in cui il numero dei pixel orizzontali fosse di molto superiore al numero di righe verticali del video analogico di partenza, perchè questo porterebbe semplicemente ad uno spreco di risorse, senza alcun miglioramento della qualità dell'immagine.

Nel caso di un filmato a colori registrato su VHS, l'acquisizione viene normalmente fatta con 352 pixel orizzontali, dato che il filmato di partenza, per restrizioni della banda passante del video-registratore, non fornisce più di 240 righe verticali.

E' del tutto evidente, quindi, che la qualità finale del filmato digitale sarà determinata non dalla qualità della testa di ripresa della telecamera, ma dal segnale effettivamente registrato su videocassetta VHS, che costituisce l'input dal processo di digitalizzazione.
Questo, per inciso, è un altro fattore trascurato nelle analisi fatte da altri autori precedentemente e da me segnalato come errore di base di questi studi.

In particolare, un autore esprimeva le sue perplessità sulla professionalità di Hausenga, il tecnico della Philips (assistenza tecnica della allora divisione Security) che venne sentito da Popular Mechanics per avere un parere tecnico in merito ai filmati del Pentagono ed in cui accennava alle problematiche della videoregistrazione.

Secondo questo autore l'immagine era sostanzialmente determinata dalle caratteristiche della telecamera di sorveglianza, secondo altri, me compreso, è invece determinata dalla qualità dell'elemento più debole in termini di risoluzione della catena di elaborazione del segnale video posto a monte del punto di analisi, nello specifico dal livello di segnale registrato dal videoregistratore.

Nell'immagine che segue si vede l'effetto di questa limitazione di banda passante nella registrazione VHS a partire da un segnale di input ben definito.


In pratica, questo rappresenta ciò che sarebbe successo al Pentagono, dove il segnale proveniente dalla telecamera (riga tratteggiata in alto), sarebbe stata registrata su cassetta VHS con la qualità della riga sottostante e, successivamente, questa sarebbe stata digitalizzata.

Da quanto detto si capisce che non avrebbe alcun senso digitalizzare a 704 pixel un segnale come quello della riga sfocata registrata dal VHS, ed anzi, facendolo, si correrebbe il rischio di portare anche in digitale il rumore elettronico che disturba la visione e allontanerebbe ancora di più l'immagine ottenuta da quella del segnale originale.

In questo caso 352 pixel orizzontali saranno più che sufficienti per restituire una visione equivalente, in termini di quantità di dettagli, al segnale registrato su VHS.
Per inciso, questo formato è anche quello standardizzato per i Video-CD, che sono stati concepiti proprio per mantenere in digitale la qualità del filmato VHS analogico di provenienza.

La scelta del DoD di utilizzare un formato CIF, stante l'ipotesi di lavoro assunta, non sarebbe quindi dettata dalla volontà di distribuire un video di bassa qualità, come si potrebbe obiettare in modo "interessato" a favore di ipotesi alternative di complotto, ma piuttosto sarebbe stata dettata proprio dalle caratteristiche intrinseche del filmato analogico di partenza.

L'acquisizione in digitale di 30 fotogrammi al secondo comporterebbe, anche per video di breve durata e con formato di immagine CIF, una massa enorme di dati, pesante da "maneggiare" e da riprodurre, per cui vengono utilizzati degli standard di compressione dei dati (CoDec) che consentono la creazione di file di ridotte dimensioni.
Questi algoritmi di compressione sfruttano diverse tecniche di calcolo, anche molto elaborate, in concomitanza fra loro, per ridurre al minimo indispensabile le informazioni da trasmettere, garantendo livelli qualitativi dell'immagine accettabili.

A fronte di questi algoritmi, possono concretizzarsi in modo casuale degli errori di codifica/decodifica e degli artefatti di compressione, che inficiano la qualità dell'immagine, ma la loro analisi prescinde dagli scopi di questo articolo, dedicato invece all'analisi delle caratteristiche sistemiche dell'acquisizione digitale.

Non è quindi il caso di entrare nel dettaglio di come lavorino i CoDec, ma ci basta sapere che il CoDec utilizzato per la digitalizzazione dei filmati del Pentagono (MPEG 1) non consente l'uso della tecnica video dell'interlacciamento.
I filmati MPEG 1 sono quindi costituiti da fotogrammi progressivi, che vengono mostrati interi sul monitor una riga di pixel dopo l'altra.

Ricordo che invece il filmato d'origine era, nella nostra ipotesi, analogico e interlacciato. Il problema che nasce, allora, è capire come viene creato il fotogramma progressivo a partire dai due field originali interlacciati.

Esistono vari procedimenti, non essendo di fatto codificata alcuna sequenza specifica, e la scelta di quale seguire è determinata essenzialmente da due punti fondamentali: dalla qualità della sorgente video da cui si parte (nella nostra ipotesi, video analogico digitale su supporto VHS) e dal tipo di destinazione che deve avere il video digitale prodotto.

La destinazione del video è chiara: diffondere il contenuto dei filmati analogici ripresi dal sistema TVCC del Pentagono a tutto il mondo.
Naturalmente lo scopo è quello di mostrare semplicemente cosa contenesse il video: è logico che una copia digitale non potrà mai essere oggetto di analisi legale (che invece potrebbe essere fatta sul video originale sequestrato dagli investigatori).

A fronte di un sorgente interlacciato di alta qualità, la procedura più logica da seguire sarebbe procedere ad un'operazione di deinterlacciamento, acquisire il frame alla risoluzione massima verticale di 480 pixel (l'orizzontale resta fissata dal fatto che acquisiamo da VHS - quindi 352 pixel), quindi interpolare per ridimensionare l'immagine a 240 pixel verticali.
Questo procedimento comporta comunque il passaggio di deinterlacciamento, quindi la scalatura verticale dell'immagine dopo un processo di interpolazione.

Cosa significa deinterlacciare?
Qui potete trovare un sito che dedica molto spazio all'argomento.

Deinterlacciare significa eliminare la gestione per field successivi del frame e ricondurre il tutto ad un'unica immagine progressiva. Il metodo più grezzo sarebbe di prendere i singoli field e convertire semplicemente in digitale l'immagine ottenuta dall'interlacciamento delle righe, ma questo procedimento, detto "Weave", porterebbe, nel caso di oggetti in movimento. ad immagini caratterizzate da un forte effetto di sfasatura a tendina veneziana, non accettabile a livello di immagine digitale.

La soluzione graficamente preferibile è quella di procedere ad una interpolazione delle righe, in modo che si attenuino gli effetti "tendina", metodo "Blend", in cui le scalettature degli oggetti in movimento vengono sostituite da una sorta di alone o di immagine fantasma che genera sfocatura, soprattutto degli oggetti in movimento, ma anche di quelli fissi.
Un terzo metodo è quello conosciuto come "Bob" e consiste nel trasformare ogni singolo field in un frame e poi raddoppiare la velocità di riproduzione in termini di fotogrammi al secondo, per mantenere la durata temporale del filmato.

Quando però la sorgente è in qualità VHS, e si deve acquisire un filmato per generare un video digitale in formato CIF, non avrebbe alcun senso seguire la procedura precedente (acquisire - deinterlacciare - interpolare per scalare) ed il metodo che viene applicato normalmente (praticamente in automatico da tutte le schede digitalizzatrici per PC) è quello cosiddetto "discarding fields", che prevede l'eliminazione completa di uno dei due field.

In questo modo il filmato viene direttamente acquisito con la generazione di fotogrammi progressivi delle giuste dimensioni, senza la necessità di alcun ulteriore passaggio di interpolazione e riscalatura dell'immagine.
Inutile sottolineare che questo è il metodo più diffuso ed efficace per acquisire video destinato a produrre Video-CD, perchè non necessita altre lavorazioni.

A fronte dei pro, che sono semplicità e velocità di acquisizione, i contro si riducono sostanzialmente ad una leggera diminuzione della fluidità dei movimenti, che può divenire fastidiosa nel caso di spostamenti rapidi della videocamera o dei soggetti inquadrati.

Da un punto di vista tecnico, però, così facendo si elimina completamente uno dei due field di ciascun fotogramma e quindi, di fatto, si dimezza la risoluzione temporale del filmato, inoltre, anche gli elementi fissi dell'immagine vengono riprodotti con una risoluzione spaziale dimezzata rispetto al video analogico (perché vengono eliminate tutte le righe pari o dispari presenti nel field eliminato).

Come detto, un filmato analogico interlacciato si compone di 30 fotogrammi ottenuti per interlacciamento di 60 field, ciascuno dei quali, nel caso dei filmati del Pentagono, era ottenuto 1/60esimo di secondo dopo il precedente.
Eliminare un field, in questo caso, significherebbe perdere tutte le informazioni relative al successivo 60esimo di secondo di ogni scatto.
Quindi, non solo nascono problemi di risoluzione spaziale, ma anche di risoluzione temporale.

Nel caso del Pentagono, se l'ipotesi del video originale analogico NTSC su VHS fosse confermata, come tutto induce a pensare, e l'acquisizione fosse stata fatta in questo modo, avremmo l'impatto sul filmato digitale finale anche di questo ulteriore effetto, legato unicamente alla modalità di digitalizzazione, che si andrebbe ad aggiungere a quelli già presenti e dovuti alla modalità di funzionamento dell'intera catena di produzione e memorizzazione del segnale.
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DOSSIER "LE TELECAMERE DEL PENTAGONO"
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Le telecamere del Pentagono: i videotape dello schianto di AA77

di Enrico Manieri - Henry62 .
Per le immagini si ringrazia Scott Bingham.
Tutti i documenti sono reperibili qui sul suo sito www.flight77.info.
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La prova certa dell'esistenza di videotape contenenti filmati relativi all'impatto del volo AA77 contro il Pentagono ci viene fornita da questa dichiarazione ufficiale dell'agente speciale Maguire del FBI, fornita nel corso di un procedimento legale aperto da Scott Bingham contro lo stesso FBI e contro il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti.

In questa testimonianza scritta, rilasciata alla Corte Distrettuale di Columbia e da essa acquisita come reperto numero 4, quindi ritenuta valida a tutti gli effetti di legge, l'agente speciale Jacqueline Maguire dichiara non solo l'esistenza, ma anche di avere personalmente visionato tali videotape.
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A seguire, quindi la traduzione (a cura di Henry62)
dell'importante documento.

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Caso 1:05-cv-00475-PLF Documento 16 Archiviato 09/09/2005

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CORTE DISTRETTUALE DEGLI STATI UNITI
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DISTRETTO DI COLUMBIA
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SCOTT BINGHAM, denunciante

DIPARTIMENTO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, e

DIPARTIMENTO FEDERALE DI INVESTIGAZIONE (FBI) imputati

causa civile N° 1:05-00475(PLF)
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REPERTO 4

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Caso 1:05-cv-00475-PLF Documento 16 Archiviato 09/09/2005

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CORTE DISTRETTUALE DEGLI STATI UNITI
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DISTRETTO DI COLUMBIA
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SCOTT BINGHAM, denunciante


DIPARTIMENTO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, e
DIPARTIMENTO FEDERALE DI INVESTIGAZIONE (FBI) imputati
causa civile N° 1:05-00475(PLF)
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DICHIARAZIONE DI JACQUELINE MAGUIRE
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Jacqueline Maguire, dichiara quanto segue:
1. ( dichiarazioni personali di Maguire rimosse)
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2. Io fui assegnata al "PENTTBOM Investigative Team" nella Divisione Antiterrorismo al Quartier Generale del FBI per partecipare all'indagine investigativa relativa agli eventi del 11 Settembre 2001.
In particolare, mi vennero assegnate

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Caso 1:05-cv-00475-PLF Documento 16 Archiviato 09/09/2005

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responsabilità nell'investigazione dello schianto del Volo American Airlines 77 contro il Pentagono. Le affermazioni contenute in questa dichiarazione si basano sulla mia personale conoscenza, per le informazioni che mi furono fornite nel corso del mio incarico ufficiale, e su conclusioni e affermazioni raggiunte e formulate in accordo con esse.
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3. Sono al corrente della sopra citata controversia legale concernente la richiesta FOIA di Scott A. Hodes su mandato del suo cliente, Scott Bingham.
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4. Sono anche a conoscenza del paragrafo 23 della Dichiarazione di David M. Hardy, datata 1 Agosto 2005. In particolare, sono a conoscenza della seconda e terza frase di quella dichiarazione, dove si legge: "Il contatto con personale con la qualifica di Agente Speciale della Divisione Antiterrorismo al Quartier Generale del FBI del 2 febbraio 2005, stabilì che l'FBI aveva una pratica di risposta alla richiesta FOIA del denunciante. L'FBI individuò un CD-ROM che contiene copie di due registrazioni time-lapse fatte dalle telecamere di sicurezza collocate al parcheggio del Pentagono."
Sono io il "personale con la qualifica di Agente Speciale" cui si riferisce quel paragrafo.
Questa dichiarazione è fornita per dare dettagli aggiuntivi a sostegno delle informazioni presenti in quel paragrafo.
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6. In data 2 Febbraio 2005, un membro del "Records Management Division" ("RMD") al Quartier Generale del FBI contattò il mio supervisore. A seguito di quel contatto, il mio supervisore mi diede istruzioni di rispondere alle richieste di quella persona e di altro personale del "RMD".
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7. Il personale "RMD" mi chiese di stabilire se l'FBI possedesse dei

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Caso 1:05-cv-00475-PLF Documento 16 Archiviato 09/09/2005

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videotape che potessero aver catturato l'impatto del Volo 77 contro il Pentagono l'11 Settembre 2001.
Il personale "RMD" mi avvisò che la persona che aveva richiesto tali videotape (che oggi so essere Scott A. Hodes su mandato del suo cliente, Scott Bingham) indicava che egli riteneva che l'FBI avesse confiscato videotape provenienti da sistemi televisivi a circuito chiuso alla "Citgo Gas Station" e al "Sheraton National Hotel", entrambi localizzati ad Arlington, in Virginia.
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8. Io risposi al personale "RMD" che l'FBI possedeva un videotape di una telecamera di sicurezza del Pentagono che mostra il volo 77 mentre colpisce il Pentagono. In aggiunta, io precisai che questo videotape sarebbe stato utilizzato come prova nel processo degli "Stati Uniti contro Zacarias Moussaoui", "Criminal N°01-455-A(ED.Va)".
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9. In data 4 Aprile 2005 il mio supervisore venne di nuovo contattato dal personale "RMD" e mi venne di nuovo detto di fornire assistenza al personale "RMD" in merito alle loro richieste. Mi venne chiesto di stabilire se il videotape descritto al paragrafo 6 qui sopra fosse il solo videotape riguardante il Volo 77 in possesso del FBI. In particolare, mi venne chiesto di stabilire se l'FBI possedesse dei videotape provenienti dalla "Citgo Gas Station", o ogni altra stazione di rifornimento, o dal "Sheraton Hotel", o da ogni altro hotel, che mostrassero il Volo 77 in data 11 Settembre 2001.
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10. In data 6 Aprile 2005, risposi al personale "RMD" che sebbene l'FBI possedesse altri videotape che mostravano il Pentagono in data 11 Settembre 2001, quei videotape mostravano solamente scene successive all'impatto e,

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Caso 1:05-cv-00475-PLF Documento 16 Archiviato 09/09/2005

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perciò, non mostravano l'impatto del Volo 77 contro il Pentagono.
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11. In risposta alle successive domande del personale "RMD", io successivamente svolsi una serie di ricerche in archivi di materiali di prova del FBI, inclusi il "Electronic Case File System" e l' "Investigative Case Management System" del FBI, e stabilii che l'FBI possedeva ottantacinque (85) videotape che avrebbero potuto rispondere alla richiesta FOIA del denunciante. Questa affermazione si basava sui videotape che erano state assunte come prove del FBI, mandati direttamente ai laboratori FBI di Quantico, Virginia, e/o presi dal "Washington Field Office" del FBI.
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12. Io poi stabilii, attraverso l'esame della catena di custodia e dell'altra documentazione scritta di supporto di ogni videotape, che cinquantasei (56) di questi videotape non mostravano l'edificio del Pentagono, il luogo dell'impatto contro il Pentagono, o l'impatto del Volo 77 nel Pentagono in data 11 settembre 2001.
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13. Io personalmente visionai i rimanenti ventinove (29) videotape. Stabilii che sedici (16) di questi videotape non mostravano il luogo dell'ìmpatto contro il Pentagono e non mostravano l'impatto del Volo 77 nel Pentagono in data 11 settembre 2001.
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14. Dei restanti tredici (13) videotape, che mostravano il luogo dell'impatto contro il Pentagono, dodici (12) videotape mostravano solo il Pentagono

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Caso 1:05-cv-00475-PLF Documento 16 Archiviato 09/09/2005

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dopo l'impatto del Volo 77. Giunsi alla determinazione che solamente un videotape mostrasse l'impatto del Volo 77 nel Pentagono in data 11 Settembre 2001.
Quel videotape è il CD-ROM descritto nel paragrafo 23 della Dichiarazione di Hardy, datata 1 agosto 2005.
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15. Fra gli ottantacinque (85) videotape descritti nel paragrafo 11, qui sopra, io localizzai un videotape preso dal sistema televisivo a circuito chiuso della "Citgo Gas Station" di Arlington, Virginia. A causa della sua bassa qualità, questo nastro venne portato al "Forensic Audio-Video Image Analysis Unit" ("FAVIAU") del FBI da un altro membro del "PENTTBOM Investigative Team". Al "FAVIAU" venne chiesto di stabilire se il videotape mostrasse l'impatto del Volo 77 nel Pentagono in data 11 Settembre 2001 e , se esistesse tale fatto, approntare immagini fisse fotografiche di esso. Personale del "FAVIAU" fornì assistenza a personale del "PENTTBOM Investigative Team" per stabilire che il videotape non mostrava l'impatto del Volo 77 nel Pentagono in data 11 Settembre 2001.
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16. Io condussi anche una ricerca nel "Electronic Case File System", "Investigative Case Management System" del FBI e in altri archivi di prove di reato alla ricerca di ogni videotape in possesso del FBI proveniente dal "Sheraton National Hotel" di Arlington, Virginia. Non trovai alcun videotape di questo tipo.

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Caso 1:05-cv-00475-PLF Documento 16 Archiviato 09/09/2005

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Io trovai un videotape preso da un sistema televisivo a circuito chiuso del "Doubletree Hotel" di Arlington, Virginia. Stabilii, ad ogni modo, che il videotape non mostrasse l'impatto del Volo 77 nel Pentagono in data 11 Settembre 2001.
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Io dichiaro, conscia delle responsabilità penali del dichiarare il falso a norma del 28U.S.C.§1746, che quanto dichiarato è vero e corretto.
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Redatto il 7 Settembre 2005.
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DOSSIER "LE TELECAMERE DEL PENTAGONO"
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Le telecamere del Pentagono: segnale video e sua memorizzazione

di Enrico Manieri - Henry62
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E' ora il momento di passare ad analizzare cosa succede alla nostra immagine elettronica dopo che è stata "catturata" dal CCD ed è stata inviata all'elettronica di controllo della telecamera.


Prima di procedere col discorso, è bene riprendere un concetto fondamentale che deriva dall'analisi svolta in questo articolo: in generale, maggiore è il numero di pixel del CCD, migliore sarà la qualità dell'immagine, ma, a parità di numero di pixel, l'immagine in bianco e nero sarà molto più definita della medesima immagine a colori ripresa dal medesimo CCD unico. Come ricorderete, ciò nasce dal fatto che in una ripresa in bianco e nero ogni pixel del CCD cattura esattamente i fotoni che lo colpiscono e produce, per effetto fotoelettrico, una quantità di carica proporzionale al numero di fotoni da esso effettivamente ricevuti.

Questa quantità di carica viene quindi trasformata in tonalità di grigio ed ogni pixel ha in sè le informazioni necessarie e sufficienti per restituire un valore di grigio che andrà a comporre un pixel dell'immagine elettronica.

Nel caso invece della ripresa a colori con un solo CCD, come nella stragrande maggioranza dei prodotti di tipo consumer esistenti sul mercato e per tutte le telecamere dei sistemi TVCC, il concetto di pixel si stempera nel concetto di "quadrante": il singolo pixel non ha più in sè l'informazione per restituire un dato che rappresenti la realtà ripresa, ma si deve utilizzare una matrice quadrata di 2x2 pixel in cui sono presenti 2 pixel che ricevono luce verde (collocati in diagonale) ed 1 pixel ciascuno destinati a ricevere rispettivamente la luce blu e la luce rossa.

Il valore cromatico finale di ciascun pixel dell'immagine deriva quindi da un processo statistico di interpolazione spaziale dei colori, per cui, a parità di CCD, l'immagine a colori ha risoluzione molto inferiore rispetto a quella in bianco e nero.

Normalmente il produttore delle telecamere, per ovvi motivi di marketing, dichiara solamente il numero massimo di pixel, senza fare queste distinzioni e, chiaramente, il valore mostrato è sempre quello riferito a immagini in bianco e nero.

Nel caso poi di telecamere portatili di relativamente recente produzione, non tutti i pixel effettivamente disponibili sul CCD vengono utilizzati per produrre punti attivi ai fini della generazione dell'immagine finale, ma si utilizzano solo quelli di un'area rettangolare all'interno del CCD (circa l'85% dell'area del CCD), con una "cornice cuscinetto" di pixel su tutti i lati che viene utilizzata dal software per realizzare una stabilizzazione elettronica dell'immagine, in grado di eliminare o comunque attutire gli effetti fastidiosi delle piccole vibrazioni della telecamera che dovessero manifestarsi durante la ripresa (in pratica, l'immagine "utile" può spostarsi di qualche pixel in tutte le direzioni e l'elettronica di controllo è comunque in grado di sterilizzare l'effetto di questi spostamenti del CCD, senza influire su quelli del soggetto ripreso).

Il problema che si pone, quindi, è quello di capire esattamente cosa accade alla nostra immagine (che ricordo essere un field, nel caso di CCD con funzionamento interlacciato) quando deve essere fatta uscire dalla generica telecamera per essere inviata, tramite un cavo, ad un apparato di visualizzazione (schermo tv) o di memorizzazione (tipicamente un registratore a cassette analogico).

Per le telecamere di sorveglianza analogiche, il sistema di trasmissione più comune prevede l'invio di un segnale composito, mediante cavi anche di grande lunghezza. L'immagine prodotta dal CCD, quindi, subisce delle trasformazioni durante la sua vita: il CCD è uno strumento analogico, ma l'immagine letta proviene da un passaggio di discretizzazione delle cariche elettriche, cioè da una prima digitalizzazione.

Successivamente, l'elettronica della telecamera deve approntare un segnale video da inviare via cavo e per far questo provvede ad una nuova riconversione in analogico dell'immagine digitale ottenuta in precedenza: tutti questi passaggi non avvengono a costo zero, ma ad ogni operazione diminuisce il livello qualitativo dell'immagine.
Riassumendo:
  • il CCD funziona in modo analogico;
  • la carica di ciascun pixel viene discretizzata in fase di acquisizione dal CCD all'elettronica di controllo (prima conversione: da analogico a digitale);
  • elaborato il segnale elettrico digitale, questo viene riconvertito in video composito, cioè analogico, per la trasmissione via cavo (seconda conversione: da digitale ad analogico);
La trasmissione analogica del segnale video avviene scomponendo l'immagine non in pixel (unità con cui invece lavorano i sistemi digitali), ma in linee video.
Banalizzando molto, sui cavi viaggiano in modo seriale gruppi di informazioni relative alle variazioni di luminosità e colore di una linea orizzontale di punti, non le singole informazioni dei pixel.
Facendo allora riferimento alle linee tv, è possibile dare le seguenti definizioni:
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  • risoluzione orizzontale = numero di linee verticali che compongono l'immagine a schermo

  • risoluzione verticale = numero di linee orizzontali che compongono l'immagine a schermo

ricordando però che, in realtà, le linee verticali NON esistono nel segnale, perchè l'immagine viene codificata solo per linee orizzontali.
Solamente la successiva rappresentazione delle linee orizzontali sullo schermo video fa nascere il concetto astratto di linea verticale, che poi si è diffuso nell'uso comune.
Per non dare adito a discontinuità fastidiose per la visione, le linee orizzontali sono parzialmente sovrapposte in modo che sullo schermo video l'immagine in movimento possa essere vista come un continuum (un indicatore di questo parametro è il cosiddetto "Kell factor" : nel caso di telecamera a CCD un valore coerente è 0,9 ).

Chiarite queste definizioni, allora si può tornare a parlare delle caratteristiche di una telecamera anche in termini di risoluzione di una telecamera, definita in questo modo:
  • risoluzione di una telecamera = numero di linee tv verticali che la telecamera è in grado di produrre
La telecamera del Pentagono, per esempio, era una Philips LTC 1261/21, del tipo analogico, interlacciata, con un unico CCD a colori, con risoluzione di 480 TVL (tv lines).


Ciò significa che ciascuna linea orizzontale di video, il cui numero è definito dallo standard NTSC, si compone al massimo di 480 campionamenti e questo valore non ha assolutamente niente a che vedere con il numero di pixel che compongono il CCD, anche se è chiaro che la qualità dell'immagine è tanto migliore quanto maggiori sono il numero di pixel del CCD e la risoluzione della telecamera.

Riassumendo, quindi, le telecamere, come ogni altro prodotto audio-video, lavorano secondo standard audio-video codificati, in modo da poter funzionare correttamente al variare dei singoli componenti della catena di elaborazione del segnale: lo standard europeo più diffuso è il PAL (in Francia il SECAM), mentre nel mercato americano si usa il formato NTSC (acronimo di National Television Systems Committee), tutti sono definiti come di tipo field-based (cioè l'unità elementare non è il fotogramma ma il field - "Il video NTSC è un formato "field-based" di 59.94 FIELD al secondo. Un Field è la più piccola parte del formato Video. 2 Fields diventano 1 FRAME. Quindi, questi 59.94 FIELD al secondo equivalgono a 29.97 FRAME al secondo").

Secondo le specifiche NTSC per la trasmissione a colori, l'immagine si compone di 525 linee orizzontali, di cui solo 486 visibili: le linee dalla 21 alla 263 costituiscono il primo field, mentre le linee dalla 283 alla 525 definiscono il secondo field. La frequenza reale di visualizzazione dei field è 59,94 Hz, normalmente definita 60 Hz per comodità di linguaggio.

Non è quindi corretto sostenere, come fecero a suo tempo altri autori, che la telecamera del Pentagono fosse una "full-frame NTSC" perchè forniva una risoluzione di 480 linee tv, visto che la definizione di risoluzione in linee della telecamera si riferisce alle linee VERTICALI, non a quelle orizzontali e lo stesso concetto di "full-frame", nel modo utilizzato da questi autori, sarebbe da chiarire, perchè di non univoco significato.

Quegli autori, infatti, fecero confusione fra le 480 TVL della risoluzione della telecamera (numero di linee verticali) con il numero di linee orizzontali definito dallo standard NTSC - per combinazione o scelta della Philips i due numeri coincidono in valore assoluto, ma le analogie finiscono qui.

Per meglio spiegare questo concetto, introduco una definizione empirica di risoluzione di una telecamera:

"la risoluzione di una telecamera è il numero massimo di punti che, disposti su una stessa riga orizzontale, vengono visti come separati l'uno dall'altro, occupando l'intera riga orizzontale".

Con questa definizione, del tutto equivalente a quella tecnica ma molto più comprensibile, si capisce che la telecamera del Pentagono poteva mostrare, su una linea orizzontale, un massimo di 480 punti fra loro distinti.

Facendo un esempio, se noi pensassimo ad una linea tv orizzontale come ad una riga punteggiata, questa riga sarebbe composta di 240 punti bianchi su fondo nero, dato che la somma dei punti bianchi con quelli neri deve fare 480.

- CONCLUSIONI -

Come detto, il numero di linee orizzontali dello standard NTSC è di 525 linee, di cui solo 486 visibili (le altre vengono utilizzate per trasmettere informazioni per la riproduzione o servizi accessori - per esempio il Televideo, se ci fosse, viaggerebbe in questi gruppi di linee non visibili), con una definizione dell'immagine pari a 720 pixel orizzontali per 480 pixel verticali, ma la telecamera del Pentagono risolveva solo 480 linee verticali, a fronte dei 720 pixel presenti sul lato orizzontale dell'immagine.

Ciò significa che la ricostruzione dell'immagine analogica tramite linee di segnale avveniva con un numero di campionamenti orizzontali (variazioni di luminosità e colore) che, sebbene di buona quantità, era logicamente inferiore a quello dei pixel equivalenti della medesima immagine digitalizzata proveniente da una trasmissione standard NTSC.

In pratica, il numero di linee orizzontali di un frame NTSC è di 486 linee visibili, cioè la risoluzione verticale di un frame è di 486 linee tv, mentre la risoluzione effettiva, visto che le linee orizzontali si sormontano parzialmente, si ottiene moltiplicando la risoluzione verticale per il "Kell factor" (0,9).

Dato che il formato video NTSC è 4:3, per avere una equivalente risoluzione effettiva orizzontale del frame sarebbe necessario avere:

486* 0,9 *4 /3 = 584 linee tv verticali

ma la telecamera del Pentagono ne forniva solo 480!

Quindi l'immagine generata dalla telecamera del Pentagono NON aveva, a livello di frame, la stessa definizione orizzontale e verticale, sia in termini di linee tv che di risoluzione effettiva (considerando il Kell factor).

Si potrebbe allora obiettare che la telecamera lavorava secondo uno standard interlacciato, quindi la risoluzione reale in senso verticale del frame derivava dalla sovrapposizione dei due diversi field interlacciati, per cui la risoluzione verticale del frame deve essere considerata in realtà come ridotta del 50 %.

Questo è vero, ma nel caso di un field il rapporto dell'immagine non è più il canonico 4:3 del frame, ma 4:1,5, cioè un frame dimezzato in altezza a parità di larghezza, e quindi la risoluzione orizzontale avrebbe dovuto essere:

243 (risoluzione verticale di un field) * 0,9 *4/1,5 = 584 linee tv verticali

Cioè la risoluzione orizzontale equivalente resta invariata, come logico attendersi dal fatto che la metà delle righe orizzontali deve comporre un'immagine alta la metà.

E' importante sottolineare il fatto che, a causa dell'interlacciamento, gli oggetti che restano fissi in due field successivi vengono rappresentati con una risoluzione verticale che, nel dominio spazio-tempo, è doppia di quelli in movimento, dato che gli oggetti in movimento vengono ad occupare posizioni diverse in tempi diversi e, quindi, nei due field, sono rappresentati solamente con le righe pari in un field e con le righe dispari nel successivo, ma in posizioni diverse.

Quindi, in conclusione, resta dimostrato che la telecamera del Pentagono NON era in grado di riprendere immagini con la medesima risoluzione orizzontale e verticale e, in pratica, ciò si traduce in una sensibile minore definizione dell'immagine in senso orizzontale anche rispetto agli oggetti verticali fissi.

Questo fatto non altera le proporzioni degli oggetti nella rappresentazione, però ne determina sicuramente un peggiore livello di dettaglio in direzione orizzontale (circa il 20% in meno), per cui un oggetto in rapido movimento in direzione orizzontale (per esempio l'aereo del volo AA77) si troverebbe ad essere "penalizzato" in termini di dettagli (cioè variazioni di luminosità e/o colori) tanto più quanto è maggiore la sua velocità.

E' del tutto improponibile, quindi, operare confronti in assoluto fra la definizione degli oggetti verticali ed orizzontali della stessa immagine, senza tener conto di questa particolarità della telecamera (per esempio, non ha alcun senso fare un'analisi del timone dell'aereo senza considerare che la componente orizzontale è del 20% circa meno definita rispetto a quella verticale - si badi bene, anche ad oggetto fermo!
Si dovrebbero poi considerare gli effetti derivanti dalla composizione del movimento rapido, della scansione interlacciata e del segnale interlacciato).

Si deve quindi ricordare, come già accennato, che l'immagine standard NTSC si compone di 480 x 720 pixel, per cui la risoluzione effettiva dell'immagine, tenendo conto del fattore Kell, diviene di 438 righe orizzontali (486 * 0,9) e 480 righe verticali (effettivamente fornite dalla telecamera), che vanno però a generare rispettivamente 480 e 720 pixel, quindi in senso orizzontale avremo, di fatto, un'ulteriore scadimento della risoluzione dell'immagine e del dettaglio (ulteriore peggioramento del 33%), mentre in senso verticale lo scadimento per questa "diluizione" dei campioni sui pixel sarà del 9%.

Questo è un risultato fondamentale ed innovativo, dato che finora non era mai emerso dalle analisi fatte da chicchessia sui filmati del Pentagono.

Il significato di tutto ciò è piuttosto evidente: la medesima inquadratura, con gli stessi soggetti ripresi, può essere ricostruita con un numero diverso di campioni e, logicamente, quanto maggiore è questo numero di campioni, tanto migliore sarà la qualità dell'immagine (che però risente sempre e comunque di tutto quanto illustrato in merito al principio di funzionamento del CCD a filtro di Bayer).

Nella gamma di produzione Philips, illustrata dalla tabella che segue, si possono vedere su fondo giallo i dati della telecamera del Pentagono, mentre su fondo bianco quelli di altri modelli contemporanei della Philips, sia in standard NTSC che PAL.

E' solo il caso di evidenziare il dato della risoluzione della telecamera, che giustamente la Philips definisce come "Horizontal resolution" (cioè numero di linee verticali - come promemoria, si ricordi che se si parla di risoluzione "horizontal" ci si riferisce alle linee tv verticali, se invece si parla di "vertical", ci si riferisce alle linee tv orizzontali) e sottolineare come le telecamere possano fornire 330, 380, 480 e 570 linee verticali, sempre a parità del numero di linee orizzontali, che viene invece fissato dallo standard televisivo NTSC o PAL di appartenenza, a seconda dei modelli.


Una volta sul cavo di trasmissione, il segnale viaggia verso l'apparato di visualizzazione o di registrazione: indipendentemente dalla risoluzione delle telecamera, sia gli apparati di visualizzazione (schermo tv) che di registrazione (video registratori a cassetta) hanno una loro risoluzione intrinseca, dettata dalla banda passante, che condiziona la qualità di ciò che viene visualizzato o registrato.

Normalmente la risoluzione di schermi tv e videoregistratori è inferiore a quella prodotta dalle telecamere, per cui la risoluzione finale di un sistema è comunque dettata, come numero di linee, dall'apparato della catena di utilizzo che è collocato alla fine della catena, ma la qualità di ciascuna linea risente del livello del segnale in ingresso, per cui è buona norma avere telecamere che forniscano in uscita una risoluzione maggiore degli apparati destinati a ricevere in ingresso il segnale.

Naturalmente anche la telecamera di sorveglianza del Pentagono utilizzava lo standard NTSC.

Quando però questo segnale viene registrato su cassetta magnetica, entra in gioco la banda passante dell'apparecchiatura utilizzata e del supporto magnetico.

Nel caso del VHS la banda passante è 3 MHz, che consente di registrare con una risoluzione orizzontale di 240 linee a colori e 330 in bianco e nero.

Un formula empirica per la determinazione del numero di linee a colori consentite da una apparecchiatura, nota l'ampiezza della banda passante in MHz, è la seguente:

n° linee tv verticali = 80 x banda passante in MHz

All'aumentare della banda passante (definita dallo standard di registrazione adottato), migliora la risoluzione orizzontale: così, per esempio, il S-VHS ha una banda di 5 MHz che gli consente una risoluzione di 400 linee verticali, mentre il formato digitale DV arriva a 500 linee tv.

Il filmato del Pentagono, quindi, è stato prodotto da una telecamera che già non aveva la medesima risoluzione in senso orizzontale e verticale, ma soprattutto è stato registrato su supporto magnetico che, nel caso molto probabile di formato analogico VHS a colori, riduce ulteriormente le linee verticali a 240...
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Resta ora da analizzare un ultimo passo, cioè la conversione del segnale da analogico a digitale nella codifica MPEG, utilizzata dal DoD per la diffusione del video dell'impatto di AA77 contro il Pentagono.

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DOSSIER "LE TELECAMERE DEL PENTAGONO"
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