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L'articolo che segue contiene immagini particolarmente forti, la cui visione è sconsigliata a persone sensibili o impressionabili.
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La sorte degli occupanti della Torre Nord che ebbero la sventura di trovarsi al di sopra dei piani colpiti dagli aerei fu senza speranza fin dal primo momento.
Nel WTC1 l'impatto centrale del Boeing 767 contro il core dell'edificio aveva distrutto ogni possibile via di fuga, tagliando tutte e tre le scale di evacuazione che scorrevano all'interno del core stesso, mentre nella Torre Sud solo una delle tre scale era ancora agibile.

"Le scale di emergenza erano collocate nel core ed erano 3 per torre, anche se potevano esistere altre scale interne di collegamento fra piani commerciali diversi occupati dai medesimi affittuari.
I requisiti normativi da soddisfare nella struttura per le scale erano quattro:
- numero di scale
- ampiezza delle scale
- separazione delle porte di accesso alle scale
Tutti questi parametri progettuali tengono conto delle caratteristiche geometriche e strutturali dell'edificio, ma anche della densità di popolazione prevista o, viceversa, fissano il numero massimo di persone presenti sul piano servito da quelle scale.
Il criterio base è quello delle unità di ampiezza di uscita, fissato in 60 persone ogni 22 pollici di ampiezza delle scale di sicurezza.
Le scale delle Twin Towers erano 2 (le scale A e C) ampie 44 pollici (quindi fino a 120 persone per scala, e 240 persone in totale) ed 1 (scala B) ampia 56 pollici (pari a 150 persone). Con quelle scale, un piano delle Twin Towers poteva accogliere al massimo 240+150=390 persone contemporaneamente.
I piani commerciali potevano ospitare un massimo di 365 persone ciascuno, in base alla densità di occupanti prevista dalle normative per l'abitabilità; quindi le scale erano adeguate per i piani commerciali.
Normative successive del 2000 e del 2003 imposero altre distanze di riferimento: la minima distanza di separazione fra le porte non doveva essere inferiore ad un terzo della diagonale della pianta dell'edificio misurata su quel piano: con questo criterio la distanza minima sarebbe stata di 98 piedi, contro i 70 delle Twin Towers.
- un conto è la protezione delle colonne
- un altro conto è la protezione e l'integrità delle scale di emergenza
Una delle affermazioni più diffuse nell'ambito dietrologico è che poiché su una delle due torri alcuni superstiti riuscirono a fuggire scappando subito dopo l'attentato attraverso la scala rimasta integra, allora si può affermare con certezza che il fuoco nei piani di impatto delle torri era di entità così debole da non poter aver intaccato la resistenza delle colonne.
Questa correlazione non ha alcun valore probante, perché la scala, se non colpita direttamente dall'aereo, conservava per 2 ore la propria capacità anche se esposta a temperature elevate da incendi diffusi sul piano.
La geometria dell'impatto assicura, da sola, che la scala incriminata non sia stata toccata dall'aeroplano, che ha colpito inclinato e nell'angolo sud-est in direzione nord-est, per cui sul piano, in posizione nord-est, potevano esserci incendi in corso, come dimostrato dai filmati, ma la scala sarebbe stata perfettamente agibile."
La situazione delle persone intrappolate nella parte sommitale degli edifici in fiamme divenne da subito drammatica, al punto che molti preferirono buttarsi nel vuoto piuttosto che bruciare vivi all'interno dell'edificio. Abbiamo una drammatica testimonianza video nel filmato dei fratelli Naudet, i cineasti che stavano girando un film sui pompieri di New York, che furono al seguito dei primi soccorritori ad accorrere al World Trade Center.Ad un certo punto del loro filmato si iniziano a sentire dei botti, che i complottisti interpretarono come esplosioni di cariche di demolizione, ma che in seguito, come fu dichiarato dagli stessi cineasti, si accertò trattarsi degli impatti al suolo delle persone che si buttavano dalla Torre Nord, i cui corpi non furono ripresi dalle telecamere per rispetto delle vittime.
Col senno di poi, sarebbe stato meglio fare quelle riprese e documentare ciò che stava accadendo, piuttosto che lasciare poi il campo libero alle illazioni più vergognose che stravolsero completamente la realtà dei fatti. Le testimonianze fotografiche e video drammatiche di coloro che scelsero di buttarsi piuttosto che attendere una fine orribile sono reperibili in rete.
Solo lo spazio per una doverosa spiegazione: nel titolo parlo di suicidi, ma non so quanto questa definizione sia realmente calzante.
Tecnicamente parlando, costoro scelsero deliberatamente la morte buttandosi nel vuoto; avendo di fronte come possibili alternative solamente le modalità con cui morire, cioè buttarsi o morire bruciati vivi, il termine "suicida" potrebbe di fatto non essere corretto, ma ho ritenuto di utilizzare questo termine piuttosto che la traduzione dell'americano "jumper" con cui vengono comunemente indicati.
Di seguito allego alcune di queste immagini, fra le più note.



Nell' immagine che segue, a sinistra, si vedono invece alcune vittime che cercarono probabilmente di scendere lungo la facciata, utilizzando le colonne, in particolare le rotaie del sistema automatizzato di pulizia dei vetri esterni, come via di fuga.
Persa la presa, per la stanchezza o per il calore delle colonne stesse, precipitarono al suolo. In questo caso non si può certo parlare di suicidio, quanto di un estremo tentativo di sopravvivenza dettato dalla disperazione.

L'immagine che segue è per me una fra le più drammatiche in assoluto: un genitore sporge nel vuoto un bimbo, nel disperato tentativo di farlo respirare e tenerlo lontano dal calore insopportabile degli incendi.
Questa immagine, quando la vidi per la prima volta, si scolpì in modo indelebile nella mia mente e contribuì in maniera determinante nel farmi assumere la decisione di approfondire la ricerca sugli attacchi dell'11 settembre.
Credo che da tragedie come queste si debbano ricavare delle lezioni, che possano contribuire a salvare un giorno delle vite: solo così il sacrificio di coloro che morirono nelle Torri Gemelle potrà non essere considerato vano e la loro memoria realmente onorata.

Sui piani impattati gli incendi si diffusero dapprima in senso orizzontale dalla zona di impatto al resto del piano e quindi si propagarono in senso verticale, interessando i piani sovrastanti.
I focolai iniziali interessarono più piani contemporaneamente, innescati dal carburante disceso nei vani degli ascensori e nelle tubature di servizio, fuori da ogni possibile controllo perchè l'impatto degli aerei aveva tranciato le tubature del sistema antincendio ad irroratori a pioggia.
Al momento del crollo in entrambe le Torri enormi lingue di fuoco apparvero attraverso gli squarci delle pareti perimetrali, con le fiamme che ripresero rinnovato vigore per l'improvviso afflusso di ossigeno della massa d'aria spostata dal crollo.
Altre immagini famosissime sono le seguenti, scattate alle ore 09:30 e presenti in parte anche nel report NIST (pag. 160 - rapporto NIST 1-5A), dopo parecchio tempo dall'impatto (circa 45 minuti), in cui si vede lo squarcio di ingresso (parete nord) dell'aereo nel WTC1, dopo che nella zona si estinsero spontaneamente gli incendi che, invece, continuavano ad imperversavano sul lato opposto del palazzo. Si ricorda che la Torre Nord crollò alle ore 10:28, per cui queste immagini furono riprese quasi un'ora prima del crollo del palazzo.
In queste fotografie, di cui si conoscono anche dei video, si vedono almeno due sopravvissuti che chiedono soccorso e cercano di trovare una via di uscita, affacciandosi sul bordo dello squarcio.
In particolare la donna è stata identificata dal marito per Edna Cintron, una impiegata di 46 anni della ditta Marsh & McLennan Cos. Inc. (la ditta, che occupava i piani dal 93 al 100 della Torre Nord - direttamente impattati dal volo AA11 - perse 295 impiegati nell'attacco e 60 collaboratori esterni presenti negli uffici).

Nelle immagini si nota questa donna dai capelli rossi, che indossa un paio di pantaloni chiari ed una maglia di colore blu.
Edna lavorava al 97esimo piano della Torre Nord.
Poco si sa del destino di Edna Cintron, se non che morì nel crollo del palazzo, ma in realtà, riguardando nel mio archivio delle immagini comparse in questi anni sulla rete, ho ritrovato questa immagine che riprende una donna, dai capelli biondi o rossi, vestita come Edna, mentre precipita.

Ingrandendo i due particolari, si vede che la donna che si affaccia ha capelli lunghi ma non lunghissimi, dato che è il braccio destro nell'immagine a dare l'impressione di una chioma più folta.
Nella seconda immagine, molto ingrandita, si vede che i capelli della donna che precipita non sono affatto corti come poteva sembrare dall'immagine normale, ma si estendono a destra della donna, probabilmente per effetto composto del vento relativo del corpo che cade roteando nell'aria e del vento reale.
Forse Edna, disperata, scelse di farla finita e si lanciò nel vuoto...
Una ricerca in rete non ha portato alcun risultato in tal senso: siamo forse i primi ad aver notato l'abbigliamento della donna che precipita?
Se qualcuno avesse notizie in merito, sarei grato se mi facesse una segnalazione.
Furono più di 200 le persone che si buttarono dalle Torri in fiamme e le immagini dei loro corpi che precipitano sono fra le più sconvolgenti documentazioni della tragedia del World Trade Center.
Non sono praticamente note immagini di queste vittime al suolo e l'unica finora resasi disponibile non ritengo sia da attribuirsi ad una vittima dell'11 settembre ma ad un altro caso di morte per precipitazione.
Questa immagine è stata a suo tempo attribuita sulla Rete ad un suicida delle Torri Gemelle, ma i motivi per dubitare di ciò sono per me tre:
- dallo stato del corpo, si tratta del cadavere di una persona precipitata da una altezza di circa 20-30 piani, mentre da suicidi avvenuti da altezze maggiori sappiamo che lo stato del corpo è solitamente ben peggiore;
- non sono visibili nell'immagine detriti e fogli di carta, che sappiamo invece essere stati presenti in abbondanza per le vie di New York;
- la presenza di un telo sulla sinistra dell'immagine, per nascondere la vista del corpo, è in contrasto con quanto testimoniato dai soccorritori alla base delle Torri Gemelle l'11 settembre.
Nonostante i dubbi espressi, questa immagine può però aiutare a capire l'entità dei traumi provocati dalla caduta da grandi altezze: la mostro ampiamente vignettata, consigliando di valutarla con riserva (per correttezza, preciso che ad oggi la raccolta di immagini relative al WTC in cui era presente questa fotografia non è più disponibile online e, nonostante le mie ricerche, non mi è stato quindi possibile effettuare ulteriori verifiche di validazione, n.d.a.).
Da queste immagini è comunque possibile farsi un'idea del difficilissimo contesto in cui certamente si trovarono ad operare le squadre dei soccorritori ed i team della DMORT, specializzati nella complessa attività di identificazione dei caduti.
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