UPS all'81esimo piano del WTC2?

di Enrico Manieri - Henry62

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. English version translated by Paolo Attivissimo. .

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IMPORTANTE NOVITA'!

In data 17 marzo 2008 ci è giunta, tramite un messaggio del suo portavoce signor Michael E. Newman, la clamorosa conferma del NIST alla nostra ipotesi di presenza di un'area destinata ad accogliere un UPS all'81° piano del WTC2.

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Nel corso della seconda trasmissione dello SpecialeTG1, andata in onda domenica 3 settembre 2006, dedicata all'attacco dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle, mi venne chiesto dal conduttore, Roberto Olla, che cosa pensassi della colata di materiale incandescente che venne filmata mentre precipitava dai piani 80-81 della facciata nord della Torre Sud, il WTC2, poco prima del crollo dell'edificio.
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La sequenza registrata é famosa ed è stata portata da molti complottisti come indizio di presenza di acciaio fuso nella Torre Sud prima del crollo.
Inutile sottolineare che non esiste alcuna certezza sul materiale che viene visto colare, che viene dai più ricondotto ad alluminio fuso unito ad altro materiale presente sul piano, che, a contatto del metallo fuso e surriscaldato, avrebbe dato origine alla colata incandescente.
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In effetti, in questo secondo video che è stato diffuso solamente nel novembre 2008, la colata non ha il colore giallo vivo del filmato precedente.
Questo filmato è compreso fra quelli rilasciati dal FBI a seguito di richiesta FOIA fatta da Scott Bingham.

Il Nist ritenne di precisare la propria posizione nel documento con le FAQ rilasciato nell' agosto 2006, in cui formulò, appunto, l'ipotesi di una pozza di alluminio fuso (composta da parte della lega aereonautica del Boeing 767/200 che colpì la Torre), a cui si erano unite sostanze organiche ed altre sostanze, come resine e plastiche, oltre al vetro, provenienti dal materiale d'ufficio e dalle strutture di rivestimento interno del piano commerciale, che era fuoriuscita dalla finestra per il cedimento ed il successivo inclinarsi delle floor-truss dei piani 81 e 80.

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Il cedimento dei pavimenti dei piani citati é documentato anche da fotografie esterne del palazzo, in cui si vedono le travature orizzontali dei pavimenti assumere posizioni assai diverse da quelle di progetto.
Secondo il Nist, quindi, materiale in lega leggera, sia proveniente dall'aereo che dalla Torre stessa, si era fuso restando sul pavimento, per essere portato a temperature molto elevate nel corso del violento incendio che ha interessato i piani 80-81 in prossimità della facciata Nord, e sarebbe colato, probabilmente dal piano 81 sul piano 80 e da questo all'esterno, dopo aver inglobato sostanze chimiche presenti in abbondanza nel palazzo, come solfato di calcio (gesso) e materie plastiche.

La mia opinione in proposito é abbastanza semplice: non credo si tratti di acciaio fuso per il semplice motivo che questo metallo é gocciolato per alcuni minuti sempre dalla medesima posizione, senza però vedere alcun segno di fusione della struttura portante in acciaio della facciata che, teoricamente, avrebbe dovuto essere a contatto diretto proprio con questo acciaio fuso.
E' del tutto evidente che la struttura in acciaio della facciata non avrebbe potuto resistere se il metallo fuso fosse stato alla temperatura di fusione dell'acciaio (1.500 °C circa), mentre non avrebbe avuto alcun problema a resistere ai circa 600°C - 650°C della lega leggera fusa, anche ammettendo che questa possa essere stata surriscaldata a temperature prossime agli 800°C.
La mia risposta in trasmissione, in cui accennavo alla possibilità della presenza di batterie elettriche sul piano 81 della Torre Sud, invece, scatenò su alcuni siti, noti per la loro posizione di sostenitori di "ipotesi alternative", una ridda di commenti caustici e di battute ironiche.
So per esperienza diretta che il sarcasmo e l'ironia sono le ultime carte da giocare prima di chiudersi nel silenzio, dettato dalla mancanza di argomenti validi, per cui non diedi molta importanza alla cosa.
Su cosa si basava la mia ipotesi?
Nel report definitivo Nist Ncstar1_1, paragrafo 3.3.3, avevo trovato il riferimento alla normativa prevista dalla Panynj per la gestione delle modifiche alle strutture portanti delle Torri da parte degli occupanti commerciali:

Visto che il fenomeno delle colature riguardava specificatamente dei ben individuati piani, provai a verificare se erano stati registrati dei lavori particolari a carico delle strutture portanti di quei piani, oltre che cercare di capire chi fosse l'occupante del piano 81 che avrebbe potuto aver innescato il fenomeno della colatura del metallo fuso. Nel corso della ricerca, mi imbattei in questa tabella (pag. 136 dello stesso report), in cui si citava la "United Parcel Service", più nota con la sigla UPS, come occupante del piano 81 della Torre Sud e, soprattutto, veniva riportato un lavoro di irrobustimento dei pavimenti nella zona "two-way" del piano, eseguito nel 1991.

e ancora (pag.50 report Ncstar 1-1C):

Inutile dire che la cosa mi colpì molto e mi incuriosì al punto da spingermi ad approfondire la ricerca: com'era possibile che la "United Parcel Service", più nota come UPS e certamente marchio leader nella consegna delle merci, avesse ricavato un deposito merci all'81esimo piano della Torre Sud, al punto da accollarsi l'onere di un costosissimo lavoro di irrobustimento delle strutture portanti dei pavimenti?

Innanzi tutto volli verificare quale zona del piano commerciale fosse definita "two-way", e lo potei fare tramite questo disegno della struttura dei pavimenti dei piani delle Torri Gemelle (pag. 30 - report Ncstar1-1):

Quindi potei verificare che la zona definita "two-way" era esattamente la zona d'angolo in cui si era manifestata la colatura.

Appurato questo, restava da capire che cosa ci fosse esattamente su quel piano.

In un'altra tabella (pag.170 report Ncstar1-1C), compariva questo dato:

da cui risultava che nel 1999, l'affittuario dell'81esimo piano del WTC2, cioé la "Fuji Bank Limited", aveva eseguito lavori di rafforzamento nuovamente alla zona "two-way", questa volta con la motivazione:

"Documents reference adding reinforcement to existing two-way floor trusses to accommodate new UPS workspace. Documents do not specify the required amount of reinforcement due to the new superimposed loads"

e tali lavori erano stati seguiti dallo studio di ingegneria LERA, che era già stato responsabile dei calcoli strutturali nell'edificazione delle Torri Gemelle.

Nella tabella 13.2, a pag. 111 del report Ncstar1-1H, vengono nuovamente riassunti i lavori di irrobustimento eseguiti a più riprese dalla Fuji Bank su più piani del WTC2, fra cui l'81esimo, ma anche l'80esimo e l'82esimo.

E' interessante notare che, secondo me, continua ad esistere un elemento di dubbio, visto che anche da questa tabella l'affittuario, la "Fuji Bank Limited", non ha niente a che vedere con la "United Parcel Service", il corriere internazionale più noto come UPS.

In ambito bancario ed informatico, la sigla "ups" ha un ben preciso significato, e cioé "uninterruptible power supply" ed individua i cosiddetti "gruppi statici di continuità", cioé quelle strutture, composte da batterie stazionarie, che devono garantire la continuità dell'alimentazione elettrica per centri di calcolo e sistemi elettromedicali che non possono accettare la benché minima interruzione di servizio.

E' curioso che lo stesso piano, nella stessa zona "two-way" della Torre Sud, proprio dove ci fu la "colata misteriosa", sia nel 1991 , secondo il Nist, occupata dalla "UPS United Parcel Service" e, sempre secondo il Nist, nel 1999 sia occupata dalla "Fuji Bank Limited" che fa lavori di rinforzo "to accommodate new UPS workspace"!

Può darsi che sia effettivamente così, ma il mio personale sospetto é che ci possa essere stato un fraintendimento nell'interpretazione della sigla "ups", che é stata attribuita al corriere internazionale, mentre in realtà si sarebbe riferita ad una struttura informatica della Fuji Bank.

Del resto, numerose sono le testimonianze che su quel piano, l'81esimo della Torre Sud, ci fossero attrezzature informatiche relative al centro di elaborazione dati: ne parlano i sopravvissuti e, anche da parte complottista, Bollyn, molto tempo dopo, ne parla diffusamente citando una non ben definita "gola profonda" che avrebbe lavorato proprio in quella struttura.

Sottolineo che la trasmissione SpecialeTG1 andò in onda parecchi mesi prima che circolassero queste indiscrezioni di fonte complottista, che per me furono niente altro che una ulteriore conferma della mia ipotesi iniziale basata sull'analisi delle fonti tecniche ufficiali.

Il piano 81 della Torre sud avrebbe quindi avuto un'ampia porzione della sua estensione occupata da batterie stazionarie di un "ups" della Fuji Bank.

Capisco che la cosa possa sembrare ai più ininfluente, ma questo deriva dal fatto che forse non tutti sanno come sia fatto un "ups" di un elaboratore centrale (mainframe) di media potenza.

Per esperienza professionale, negli anni '90 del secolo scorso, ho operato anche in questo settore, sia sul fronte della robotizzazione della gestione degli archivi elettronici su cassetta che sul fronte della gestione degli "ups" di un primario gruppo bancario italiano, per cui conosco le problematiche di sicurezza e le caratteristiche fisico-chimiche di queste batterie.

Per far capire a chi non ha mai visto un "ups" di certe dimensioni, ho chiesto la cortesia ad una società di servizi bancari, che ringrazio per la disponibilità, di lasciarmi scattare immagini e riprese video di una loro sala batterie, la più vicina, per tipologia, a quella che avrebbe potuto essere presente all'81esimo piano del WTC2.

Credo sia inutile sottolineare che si tratta di una zona particolarmente "delicata e sensibile" per una società che opera nel business dei servizi, per cui rispetterò la loro richiesta di anonimato.

L'accesso a questa zona, adeguatamente protetta da porte con lettore di badge e sistemi di sorveglianza sia tecnologica che di sicurezza, oltre che dalla vigilanza armata, é normalmente consentito solamente a chi si occupa della manutenzione dei sistemi installati.

Le fotografie che seguono, NON sono relative al WTC2, ma danno una chiara idea di cosa ci fosse su quel famoso piano e perché si dovette procedere a due successivi lavori di rafforzamento, nel 1991 e nel 1999, alle floor-truss dei pavimenti.

Come é possibile vedere, l'ups si compone di un numero elevatissimo di batterie al piombo, ciascuna in grado di fornire una tensione di 2 Volt nominali, collegate in serie in modo da fornire una tensione complessiva di 440-480 volt, come visibile dalla strumentazione di misurazione collocata all'esterno della sala batterie:

Date le tensioni complessive in gioco e la tensione della singola batteria di 2 Volt, per fornire 480 Volt occorrono 240 batterie collegate in serie, ciascuna delle quali in grado di fornire la necessaria corrente elettrica che garantisca l'alimentazione dei sistemi elettronici per un tempo sufficiente o al ripristino dell'energia di rete o alla partenza dei gruppi dinamici di continuità (generatori diesel).

Particolare attenzione deve essere attribuita al sistema di ventilazione, che deve consentire un ampio riciclo d'aria perché le batterie, composte da due elettrodi formati da piastre alternate di piombo e di biossido di piombo, immerse in un elettrolita (soluzione di acido solforico), liberano gas tossici e, soprattutto, nei processi di carica e scarica rapidi, legati essenzialmente a malfuzionamenti, possono liberare grandi quantità di idrogeno, un gas altamente infiammabile che, in combinazione con l'ossigeno, potrebbe innescare violente reazioni esplosive (chi non ricorda la "miscela tonante" delle prime esperienze di chimica la liceo?).

Per lo stesso motivo, possibilità di presenza di gas altamente infiammabili, l'impianto elettrico di ventilazione ed illuminazione deve essere anti-scintilla, con cavi e lampade isolate e a tenuta stagna rispetto all'ambiente della sala batterie.

Credo sia inutile sottolineare che il sistema anti-incendio non possa essere a liquidi, ma vengono impiegati sistemi ad halon, per cui si pone un notevole problema di sicurezza anche per il personale che si trovi ad operare all'interno delle sale nel momento in cui scatti un'emergenza.

Normalmente, nel caso di grandi sistemi, sono collocati dei respiratori a bombola per il personale, che può così avere sufficiente autonomia vitale per raggiungere le vie di evacuazione. Anche per questi motivi di sicurezza individuale l'accesso a queste aree deve essere rigorosamente ristretto e chiunque, prima di accedervi, deve conoscere esattamente le procedure da seguire in caso di emergenza: non é di certo una zona in cui condurre le scolaresche in visita!

Un approfondimento particolare merita l'argomento di cosa potrebbe succedere nel caso di un corto circuito che dovesse interessare il sistema di batterie.

Le batterie sono collegate fra loro in serie, con i cavi isolati da apposite guaine in plastica:

Il problema che si pone é cosa succede se, per un qualunque motivo, una o più batterie vanno in corto circuito, per esempio perché una travatura in metallo del soffitto precipita, a causa di un crollo, sulle batterie sottostanti.

Si innescherebbe un corto circuito che, per le correnti in gioco, potrebbe avere delle conseguenze drammatiche.

In questi filmati, presi da Youtube, si possono vedere degli esempi degli effetti termici e meccanici prodotti in barre di acciaio dal passaggio di elevate correnti e ridottissime tensioni: a fronte di una differenza di potenziale elettrico di soli 2 Volt, viene fatta transitare nel primo caso una corrente di circa 900 Ampere, nel secondo di circa 700 Ampere.

E' fra l'altro interessante evidenziare di quanto diminuisca l'intensità della corrente che transita nella barra, misurata dall'amperometro a sinistra dell'inquadratura, all'aumentare dell'effetto termico - il fenomeno è ovvio, dato che l'effetto termico deriva proprio dalla dissipazione della corrente in calore.

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Per avere almeno dei dati su cui fare delle valutazioni, ho guardato le batterie stazionarie prodotte dalla ditta FAAM, le cui caratteristiche fisico-geometriche sono descritte in questa tabella:

da cui si vede che la singola batteria può andare dagli 8 Kg di quelle a minore capacità (C10=100 Ah), ai 111 Kg della batteria con C10= 1.500 Ah.

Una batteria come una di queste :

ha una C10 di circa 400 Ah, per cui é identificabile con le batterie modello GFM-400 della FAAM, cioé un peso di circa 30 Kg, mentre queste:

sono batterie caratterizzate da una C10= 1.340 Ah e possono perciò essere considerate equivalenti ad un modello a metà strada fra le FAAM modello GFM-1000 e GFM-1500, con un peso stimato sugli 80-90 Kg.

Un dato interessante da valutare é la corrente di corto circuito che una singola batteria é in grado di erogare, ricavabile da questa tabella:

da cui si vede che una batteria con una C10= 400 Ah libera, in caso di corto circuito, ben 6.816 Ampere, che salgono a ben oltre i 10.000 Ampere per le batterie con C10=1.340Ah.

Stiamo parlando di correnti di migliaia di ampere, che possono produrre effetti termici inimmaginabili.

Oltre a questo dato, di per sè significativo, bisogna ricordare che nel corto circuito si ha un'abbondante produzione di idrogeno, che é altamente infiammabile.

Qualcosa di questo genere era presente all'81esimo piano del WTC2, esattamente nella zona in cui si é manifestata la colata di metallo fuso.

A questo punto, credo che si debba considerare come molto probabile che la colata sia da ricondurre ad alluminio delle leghe leggere, ma anche al piombo delle batterie, in combinazione con altri materiali derivanti da ciò che era presente sul piano 81 del WTC2 e che é colato, dopo il cedimento del pavimento, sul piano 80 da cui é successivamente fuoriuscito dalla facciata: un ruolo importante, nel cedimento del piano 81, credo sia da attribuire anche al peso delle batterie e all'azione di "indebolimento" operato dall'incendio al piano 80, che ha minato dal basso la capacità strutturale delle floor-truss sovrastanti.

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