WTC7: nuove prove da vecchie fotografie

di Enrico Manieri - Henry62
Un ringraziamento particolare a Aman Zafar
- Special thanks to Aman Zafar -
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In questi ultimi tempi stanno emergendo diverse evidenze fotografiche, sia in scatti fotografici che in riprese video, dei danni presenti sulla facciata Sud dell'edificio noto come WTC7, la famosa terza torre del World Trade Center che é crollata l'11 settembre 2001, nonostante non fosse stata direttamente colpita da un aereoplano.
Sul collasso di questa torre si sono scatenate le ipotesi più contraddittorie, al punto che molti "complottisti" pensano che questa possa essere la smoking gun che dovrebbe smascherare l'inside job delle mele marce dell'amministrazione americana: lo stesso professor Jones sostiene che l'aver trovato anche nelle rovine del WTC7 delle "pozze" di metallo fuso (che, é bene ricordare, finora nessuno ha mai visto in alcuna immagine e che ogni volta che se ne parla cambiano di natura e crescono di volume: all'inizio erano delle pozze di metallo fuso, poi di metallo "che si era fuso", poi sono diventate "acciaio fuso", "fiumi di metallo fuso che scorrevano come lava in un vulcano" e chi più ne ha, più ne metta... probabilmente uno spettacolo normale nella città di New York, talmente consueto che nessuno ha sprecato tempo nel documentarlo, scattando una semplice fotografia) sarebbe la prova della demolizione controllata dell'edificio.
Vi risparmio tutta la diatriba della frase "pull it" di Silverstein, perché argomento talmente noto e che é stato talmente strumentalizzato da essere inutile tornarne a parlare.
Il crollo del WTC7 é stato fin da subito oggetto di alcune manipolazioni video, che hanno invalso l'opinione (sbagliata) comune fra i "complottisti" che quella non poteva essere altro che una demolizione controllata; i principali argomenti di discussione erano:

  • la prima opinione di un demolitore professionista che, senza alcuna conoscenza dei fatti ed osservando semplicemente un filmato (vedere in merito il secondo punto), aveva espresso il parere che si trattasse di una demolizione controllata A DIFFERENZA DEL COLLASSO DELLE TORRI GEMELLE, ipotesi che poi corresse non appena si rese conto che si trattava di un edificio in fiamme, non predisposto prima per una demolizione controllata e che era crollato lo stesso giorno delle altre due Torri nello stesso attacco dell'11 Settembre, dopo essere stato colpito dalle macerie della Torre Nord; nella sua precisazione successiva, che naturalmente non trova la stessa eco della dichiarazione iniziale, il professionista pone in evidenza che nel caso del WTC7 il crollo inizia dal basso, mentre nelle Twin Towers il crollo partiva dall'alto e scendeva lungo l'edificio. I due tipi di crollo sono certamente diversi: mi pare inoppugnabile e lapalissiano, e non credo occorra essere un esperto di demolizioni per affermarlo, mentre sulla natura del collasso é comunque difficile esprimersi e non lo si può fare certamente osservando pochi secondi di filmato;

  • il filmato del crollo, o meglio, il filmato in cui si vede solamente la parte finale del crollo, quella cioé in cui si vede l'edificio collassare verticalmente, praticamente sulla propria pianta, dopo essersi piegato in prossimità dell'ala sud-occidentale (lo stesso che é stato mostrato al demolitore del punto precedente); esistono altri filmati, ripresi da diversi punti di osservazione, da cui risulta evidente che il crollo non é stato limitato a quanto visto nel filmato incriminato, ma la dinamica é più complessa e, soprattutto, i tempi di crollo sono maggiori;

  • la presenza di uffici "riservati" nell'edificio, dal quartiere generale protetto del sindaco di New York ad una sede dei servizi segreti americani, agli uffici dell'ente che svolgeva indagini su delicati casi di crac di società quotate a Wall Street (e relativi dossier andati distrutti nel crollo dell'edificio);

  • l'assenza di un report definitivo Nist in merito alla ricostruzione delle ipotesi di collasso dell'edificio.

L'insieme di tutti questi punti, uniti a scarsa o nulla conoscenza delle caratteristiche costruttive del palazzo (basti pensare che lo stesso sito Luogocomune di Mazzucco, per mesi, nella sua sezione sull'11 settembre, definiva il palazzo come costruito in cemento armato, mentre non lo era affatto...), ha fatto sì che sul crollo del WTC7 fiorissero delle leggende.
Lo stesso Nist ha in corso la redazione del report definitivo sul WTC7, mentre già nel giugno 2004 sono stati rilasciati i report provvisori relativi alla struttura del palazzo, alla rete di tubazioni che trasportavano il combustibile per i gruppi di continuità dinamici e la distribuzione dei serbatoi di carburante ai vari piani dell'edificio. Il fatto che la porzione inferiore dell'edificio sorgesse sopra alla centrale Con-Ed dell'energia elettrica e che la pianta commerciale dell'edificio fosse più estesa di quella inizialmente prevista a progetto ha complicato ancora di più l'analisi della struttura dell'edificio.
Per adeguarsi alle necessità commerciali e poter disporre di una maggiore metratura utile dell'edificio, la porzione occidentale e la parte sud dell'edificio poi crollato erano costruite a sbalzo rispetto alle colonne portanti previste da progetto, con una struttura asimmetrica a cantilever alla base che provvedeva a redistribuire i carichi. Quello che voglio presentarvi oggi é invece un esempio di come si dovrebbe procedere, secondo me, nel fare le valutazioni in merito a vicende di questa complessità.
Lo spunto nasce da questo sito di Aman Zafar, che in tempi non sospetti pubblicò le fotografie che aveva scattato dal balcone di casa, nel New Jersey, al complesso del WTC colpito dall'attacco.
La visuale é praticamente sgombra, essendo l'appartamento di Zafar affacciato sul fiume Hudson proprio di fronte alle Torri Gemelle.
Zafar ha iniziato a scattare fotografie su pellicola circa cinque minuti dopo che la seconda Torre era stata colpita, ed ha continuato a scattare fissando gli avvenimenti nel loro accadere successivo. Nel suo sito vediamo le immagini in sequenza, con gli incendi che aumentano di intensità e vanno, via via, ad interessare anche la parte sovrastante la zona di impatto degli aereoplani. Ad un certo punto scatta una interessante fotografia in cui si vede la Torre Sud che inizia ad inclinarsi e quindi crolla, con la nube di polvere che si estende sulla città e sul fiume. Segue una sequenza di drammatiche immagini in cui si documenta lo sviluppo della nube di polvere che avvolge Manhattan.
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Successivamente si verifica il crollo della Torre Nord, quella più vicina al WTC7.

Particolarmente interessante, fra tutte le immagini, é la seguente, che mostra gli edici del World Financial Center e, fra loro, la facciata sud del WTC7. La Torre Nord é crollata e l'edificio WTC7 é in preda agl incendi, come si vede dall'ampia nuvola di fumo che si sviluppa dalla facciata.

Ho provveduto ad isolare il particolare del WTC7, ritagliando la fotografia originale.

da cui risulta che questa era l'immagine della facciata Sud dell'edificio, cioé quella rivolta verso la Torre Nord.

In particolare, questo é ciò che la fotografia documenta della porzione inferiore sud-occidentale della facciata:

Quindi ho trasformato l'immagine in tonalità di grigi, per aumentare la leggibilità dell'immagine:

a questo punto, nella zona riquadrata dell'immagine, ho aumentato la luminosità ed il contrasto, per migliorare la separazione dei livelli di grigio, ed il risultato é che emerge chiaramente il danneggiamento della facciata, che recentemente é stato mostrato anche in altri video e fotografie.
Riassumendo, la facciata meridionale dell'edificio WTC7 presenta dei danneggiamenti importanti in prossimità dello spigolo sud-occidentale e danni estesi nella porzione visibile dal punto di ripresa.

Un confronto fotografico fra le immagini del "durante il crollo" e del "post-crollo" consentono di valutare l'entità di questi danneggiamenti.

Queste immagini originali sono disponibili sul web da anni, grazie alla cortesia del loro autore Aman Zafar: personalmente ho ritenuto utile presentare questo piccolo studio, da me eseguito ormai parecchio tempo fa, proprio per dimostrare concretamente che le ipotesi di ricostruzione non possono prescindere da un'attenta analisi del materiale disponibile, da incrociare con testimonianze e resoconti dei testimoni oculari, cercando sempre di evidenziare i punti di concordanza e di discordanza di ciascuna teoria.

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A completamento della valutazione del danno in facciata al WTC7, accludo il video e tre immagini fermo-fotogramma estratte dal filmato della diretta televisiva ABC dell'11 Settembre, in cui sono evidenti le dimensioni imponenti dei cedimenti in facciata.

A dimostrazione che il crollo del WTC7 é stato probabilmente preceduto da segnali chiari e precisi che la stabilità strutturale dell'edificio era seriamente compromessa, pubblico l'immagine inviata da PPM, in cui viene posto a confronto lo spigolo sud-occidentale della facciata del WTC7 della fotografia di Zafar (a destra) con una di fonte NIST (a sinistra), che mostra danni evidentemente ben maggiori alla struttura.

Anche tenendo conto che le angolazioni delle due immagini sono diverse, la linea gialla verticale rappresenta lo spigolo dell'edificio, mentre i piani orizzontali sono allineati.

Se la fotografia di Zafar é stata scattata dopo il crollo del WTC1, quella di fonte NIST é certamente successiva e dimostra quanto siano improponibili valutazioni macroscopiche sui tempi di crollo dell'edificio.

Si rafforza l'ipotesi che il WTC7 sia stato vittima di una serie di cedimenti localizzati degli elementi strutturali, dapprima per l'impatto delle macerie cadute dal WTC1 e quindi per l'effetto degli incendi, che da subito si sono sviluppati nel palazzo su più piani.

Altre immagini dello squarcio presente nella facciata sud del WTC7 possono essere viste qui.

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