Le telecamere del Pentagono: differenza fra telecamere analogiche e digitali

di Enrico Manieri - Henry62
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Trascorso un lasso di tempo adeguato dalle discussioni seguite al ritiro dalla rete di un autore di un'analisi contestata sui video del Pentagono, ora che la situazione è più tranquilla, vorrei ritornare su alcuni degli errori fatti da questo autore, validati da un altro operatore del settore audio-video, e vorrei documentare perchè si tratta di veri e propri errori.
Come qualcuno ricorderà, io pubblicai un mio articolo in cui evidenziavo tutta una serie di motivi tecnici che, sempre secondo me, dovevano essere considerati attentamente prima di poter dare corso ad analisi strumentali sui video rilasciati dal DoD in seguito a richiesta FOIA.

Il motivo era molto semplice: il non considerare questi aspetti tecnici oggettivi avrebbe potuto inficiare le conclusioni di qualunque studio, come ritengo sia avvenuto nel caso particolare dell'analisi svolta da questo autore.

Ricordo, per inciso, che i video originali del Pentagono erano stati ripresi da una telecamera analogica di sorveglianza in postazione fissa, con segnale in standard NTSC, e quindi distribuiti in una versione rimaneggiata (di cui parleremo in un prossimo articolo).

Qui potete trovare un mio articolo in cui contestavo all'autore il primo di una serie di errori e, nel contempo, fornivo maggiori indicazioni tecniche sul tipo di telecamera del Pentagono.

In particolare, ora voglio chiarire perchè è importante sottolineare che la telecamera che ha fatto la ripresa del Pentagono era una telecamera analogica che riprendeva generando un segnale interlacciato secondo lo standard americano NTSC, e, entrando più in dettaglio, era dotata di un CCD a colori di tipo Interline.

In articoli a seguire chiariremo altri aspetti tecnici legati alle mie affermazioni precedenti, per ora limitiamoci al tipo di telecamera.

Il CCD è per sua natura un apparato analogico, ma può venire integrato in fase costruttiva in una gestione elettronica del segnale che passa attraverso una sua digitalizzazione e successiva fase di elaborazione digitale del segnale (DSP), generando telecamere che vengono chiamate per questo motivo Digitali.

Non ci si deve confondere con i tipi di uscite del segnale che le elettroniche abbinate alla testa di ripresa possono offrire: qui stiamo parlando di una fase ancora a monte, cioè del segnale prodotto dal CCD e dalla sua parte dedicata di elettronica di comando e controllo, cioè stiamo parlando del segnale che ENTRA nell'elettronica della telecamera proveniendo dal CCD, non che esce dalla telecamera verso apparati di registrazione.

In termini tecnici, quindi, si usa dire che una telecamera puo essere analogica o digitale e può avere CCD con scansione interlacciata o progressiva (a seconda della modalità di funzionamento del suo CCD).

Chiariamo subito che una telecamera analogica interlacciata riprende sempre e solamente field, cioè le immagini composte solamente o dalle righe pari o da quelle dispari, che vengono prodotte in numero di 60 al secondo (standard NTSC): questo è uno degli errori fondamentali dell'autore ricordato, dato che invece egli sosteneva che le telecamere del tipo impiegato al Pentagono producessero frame, cioè fotogrammi (insieme di due field successivi con le righe pari e dispari) e addirittura che il field non fosse in tutto e per tutto un'immagine esso stesso (o, se volete, un campionamento in segnale elettrico dell'immagine ripresa dal CCD - ma il concetto è chiaro: un field può essere stampato e visualizzato senza problemi con software adeguati anche non professionali).

Il mattoncino elementare prodotto da una telecamera analogica interlacciata e dalla sua elettronica è il field, non il frame, che nasce invece dall'abbinamento di due field consecutivi.

Per completare il discorso, pur restando in termini di assoluta sinteticità, si deve ricordare che i 60 field per ogni secondo vengono ripresi uno di seguito all'altro e combinati a due a due dall'apparato di visualizzazione in fase di riproduzione.
Di fatto, per chiarire il concetto in modo comprensibile a tutti, una telecamera analogica interlacciata funzione come una macchina fotografica che ad ogni scatto, anzichè fare una singola fotografia completa, scatta sempre due immagini in sequenza con un numero di righe orizzontali pari alla metà di quelle del fotogramma finale (se si osserva un field, si vedrà l'immagine "come se" fosse stata compressa in senso verticale - in realtà non c'è alcuna compressione, ma sono proprio le righe riprese che sono la metà di quelle finali e quindi l'immagine è nativamente caratterizzata da una risoluzione verticale pari alla metà del fotogramma finale, mentre la risoluzione orizzontale è inalterata).

Ciascun field, quindi, è di fatto e ai nostri fini, paragonabile ad una fotografia elettronica ed in particolare sarà caratterizzato anche da una velocità di otturazione, che nel caso specifico della telecamera di sorveglianza del Pentagono era fissa ad 1/60esimo di secondo, dato che da specifiche tecniche tale modello di telecamera risulta priva di controllo elettronico della velocità dell'otturatore (bloccata su 1/60esimo di secondo) e dotata di autoiris per il controllo dell'esposizione.

Cosa significa ciò?

Significa che il singolo fotogramma ripreso in questo modo avrà le righe pari, per esempio, che corrispondono ad un certo istante (essendo tutte le righe pari appartenenti al medesimo field e riprese contemporaneamente nel medesimo istante di tempo), mentre le righe dispari apparterranno al field successivo, ripreso 1/60esimo di secondo dopo.

Nello stesso fotogramma avremo quindi mescolate una dietro l'altra le righe pari dell'istante t e le righe dispari dell'istante (t+1/60).

La telecamera del Pentagono riprendeva in questo modo.

Di fatto, per farvi capire cosa ciò comporti, ho reperito in rete questa immagine che ritengo particolarmente significativa, perchè è stata prodotta in condizioni certificate da una ditta produttrice di telecamere di sorveglianza, con le riprese fatte da telecamera analogica a scansione interlacciata (come quella del Pentagono) a confronto con quella di una telecamera digitale a scansione progressiva, a parità di ottica e velocità di passaggio della macchina di 20 km/ora.


Fra l'altro, segnalo che il maggior contrasto dell'immagine a scansione progressiva deriva da tecniche digitali di miglioramento del segnale che sono già native nell'elettronica del CCD, cioè è frutto del lavoro del DSP.

Sebbene nominalmente più definita in termini di pixel, l'immagine interlacciata mostrata risente del fenomeno sopra indicato della differenza temporale fra i tempi di creazione dei due field dello stesso fotogramma: più l'oggetto è veloce, maggiore è l'effetto di sfasatura (la sfasatura è nulla se l'oggetto è fermo - si veda il muro dello sfondo - e si osservi invece nella seconda immagine come appare in basso il pezzo del tetto della macchina).


Questo fenomeno si è manifestato anche al Pentagono e, comunque si intenda procedere nell'analisi dei filmati, NON si può prescindere da esso, in nessun modo, nemmeno ipotizzando un deinterlacciamento (su questo aspetto specifico, vi chiedo la pazienza di attendere uno specifico articolo che seguirà).

L'effetto che viene introdotto è quello di una rappresentazione sfasata sia in senso TEMPORALE che SPAZIALE degli oggetti in movimento, perchè nello stesso fotogramma si mostra un field con l'oggetto in una posizione e, contemporaneamente, nel secondo field dello stesso fotogramma, lo stesso oggetto spostato dello spazio percorso in 1/60 di secondo (si osservi il viso del guidatore o il profilo del cerchione della ruota).


Se poi l'oggetto nel tempo può cambiare forma o dimensioni relative in termini di dimensione dell'immagine ripresa dal CCD (per esempio, perchè la traiettoria non è parallela al piano del CCD e l'oggetto si allontana o si avvicina alla telecamera, come effettivamente accade nel caso del Pentagono), la confusione è ancora maggiore.

Questo effetto è tanto più evidente, quanto maggiore è il numero di pixel sul CCD cui equivale lo spostamento reale dell'oggetto in moto per ogni field.

Il risultato è che l'immagine si fa particolarmente confusa, vengono alterate le dimensioni e, nel caso di velocità elevate dell'oggetto in movimento, il singolo pixel del CCD riceve solo in minima parte i fotoni emessi dall'oggetto, che vanno a "mescolarsi" a quelli ben più numerosi emessi dagli oggetti fissi che restano visibili per più tempo nell'ambito dello stesso intervallo di "apertura" di 1/60esimo di secondo del tempo di otturazione di un field (si osservi la zona del viso del guidatore nelle due riprese).


Se osserviamo un punto del frame in cui sappiamo esistere certamente un oggetto in movimento, in realtà vediamo ANCHE lo sfondo e siccome l'intensità della carica raccolta dal pixel del CCD dipende dal numero di fotoni emessi dall'oggetto e raccolti dal pixel, più l'oggetto è veloce, minore sarà la combinazione di fotoni emessi dall'oggetto/raccolti dal singolo pixel del CCD, che resterà perciò più impressionato dallo sfondo immobile piuttosto che dall'oggetto in rapido movimento che passa davanti, per un brevissimo istante, allo sfondo - cioè l'oggetto potrebbe NON "impressionare" a sufficienza il CCD per lasciarne la propria immagine definita.

Per meglio comprendere il fenomeno, possiamo fare un esempio con una macchina fotografica. Questo effetto, infatti, si verifica anche nelle fotografie, dove il semplice movimento delle persone, in presenza di tempi di esposizione molto lunghi per fotografie in assenza di illuminazione accessoria, può creare suggestivi effetti "ghost".
Nell'esempio che riporto, alla sinistra dell'immagine c'è un muro, davanti al quale è transitata una persona per un lasso di tempo ridotto rispetto al tempo di esposizione ed in condizioni di bassa illuminazione: l'immagine della persona si confonde con quella del muro sottostante, dando origine ad un fenomeno del tutto analogo a quello illustrato precedentemente parlando delle riprese video.


 Osservando l'immagine, si vede che gli annunci appesi al muro sono perfettamente visibili, nonostante sia passata una persona davanti a loro.
In queste condizioni di esposizione, un oggetto poco illuminato che fosse passato velocemente non avrebbe lasciato tracce particolarmente visibili nell'immagine del suo transito.

Infatti, se osservate bene, vedrete che l'uomo ha attraversato l'intero campo ripreso dall'immagine, da destra verso sinistra, per sostare davati al muro (si possono vedere le tracce delle scarpe)!
Come mai non si vede l'immagine della testa dell'uomo nel suo transito?
Si può forse pensare che l'uomo fosse senza testa?
Chi esclude che un oggetto possa non lasciare tracce in una immagine nega questa evidenza.
In realtà è semplicemente un fenomeno legato alla quantità di fotoni, cioè al livello di luminosità, dello sfondo rispetto all'oggetto che transita, oltre, naturalmente, al tempo di permanenza dell'oggetto davanti al singolo pixel del CCD.

Immaginate ora di avere, anzichè una nitida foto statica come nell'esempio che vi propongo, un video sgranato, di cui viene salvato un fotogramma interlacciato ogni secondo che viene poi deinterlacciato e compresso in formato MPG.

Per questo motivo l'affermazione che un oggetto non può scomparire nemmeno parzialmente nella ripresa è un errore tecnico senza scusanti: dipende sicuramente come minimo dalla velocità dell'oggetto, dalle sue dimensioni in pixel, dal contrasto con lo sfondo e dalle condizioni di illuminazione, a parità delle altre caratteristiche ottiche.

In un prossimo articolo parleremo della ripresa a colori, quindi del segnale interlacciato e delle tecniche di deinterlacciamento nel caso specifico dei filmati del Pentagono.
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DOSSIER "LE TELECAMERE DEL PENTAGONO"

Le telecamere del Pentagono: verità a confronto.

di Enrico Manieri - Henry62
- AGGIORNAMENTO DEL 30 MAGGIO 2007 -
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Attenzione: come da questo post di Pier Paolo Murru su Luogocomune, segnalo che l'articolo oggetto di questa analisi é stato ritirato dall'autore a seguito della segnalazione degli errori che conteneva.
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Lo spunto per questo articolo mi é stato dato dalla pubblicazione della analisi di Pier Paolo Murru alle affermazioni di Popular Mechanics relative alle telecamere di sorveglianza del Pentagono che hanno ripreso l'impatto contro l'edificio l'11 settembre 2001.
Volutamente non faccio riferimento a cosa avrebbe impattato contro il Pentagono, anche se per il sottoscritto é ormai chiaro che si trattava del volo AA77, ma ai fini di questa mia contro-analisi delle affermazioni di Murru, non é importante.
L'articolo originale era reperibile qui, ma è stato rimosso dal suo autore e non è più reperibile in rete.


Già il titolo scelto da Murru ci sintetizza l'ipotesi che l'autore vuol sostenere: "False Prove 1: Popular Mechanics".
Il libro di Popular Mechanics, la cui edizione in lingua italiana "11 Settembre - I miti da smontare" é stata curata dal gruppo Undicisettembre (che, é bene ribadirlo, non trae alcun provento dalla vendita delle copie), viene accusato da Murru di contenere, nel III capitolo, relativo alle telecamere di sorveglianza, affermazioni errate o imprecise, tese a dare una visione di insieme dei filmati in termini di bassa qualità che giustificherebbe il sospetto di una copertura di qualcosa di losco.

Le frasi che Murru ritiene particolarmente sospette sarebbero quelle in cui si afferma, riferendosi ai filmati, che:
"... But because the camera was recording at a slow frame rate and the Boeing 757 was trav­eling at 780 feet per second, the images show little more than a blurry white object approaching the Pentagon ..."

e ancora:

"A Pentagon spokesperson tells Popular Mechanics that the video was taken with a Philips LTC 1261 security camera and recorded at one frame per second.
Jerry Housenga is a technical product specialist with Bosch Security Systems, which bought the Philips camera division in 2002.
According to Housenga, it was unrealistic to think that the low-quality security camera footage would reveal the crystal-clear image of a Boeing 757 traveling at 780 feet per second.
While most advanced security and surveillance cameras can be set to capture real-time video, the attached recording systems are almost always set at signif­icantly slower frame rates in order to conserve storage space.
As a result, it is unlikely that the recording system of any nearby security camera would be set at a rate high enough to capture the speeding plane with decent resolution."

Come traduce Murru la frase in rosso?

La traduce come "il girato prodotto da una telecamera di sicurezza di bassa qualità" , ma la corretta traduzione é "il filmato di bassa qualità di una telecamera di sicurezza", quindi Murru attribuisce arbitrariamente alla telecamera un attributo che é invece da riferirsi al filmato!

La frase incriminata, quindi, nascerebbe solamente da una sua errata interpretazione, cioé da un errore di traduzione della frase originale inglese, non da quanto effettivamente affermato da Popular Mechanics.
In effetti, per chiarire eventuali dubbi rimasti, il periodo successivo precisa senza possibilità di fraintendimento che la qualità del filmato non é determinata dalla telecamera, che può anzi riprendere filmati definiti ed in tempo reale, quanto invece dal sistema di registrazione delle immagini che, per contenere l'occupazione di memoria, viene programmato per registrare un numero ridotto di immagini per unità di tempo.

In merito invece alla prima frase, quella in verde, vorrei sottolineare che nel secondo periodo (scritto in blu) si usa il verbo "capture" riferito all'azione della telecamera, mentre nel primo viene usato il verbo "was recording" e qui, effettivamente c'é una imprecisione, perché non é la telecamera che registra ma é il sistema di memorizzazione, ma anche in questo caso é del tutto evidente dalla frase stessa che il focus non é sul soggetto, quanto invece sull'azione della registrazione. La qualità del filmato prodotto, quindi, non é determinata dalla "telecamera", ma dal "stava registrando ad un basso numero di fotogrammi al secondo". Solo per completezza segnalo anche che Murru dice:

"Il sistema di registrazione e stoccaggio è posto a monte della testa camera ..."
ma questo é certamente un refuso dovuto alla fretta, perché il sistema di registrazione e stoccaggio é chiaramente posto a valle della telecamera, per cui non é certo il caso di parlarne, mentre poi afferma:
"Gli autori del libro fanno deliberatamente confusione fra velocità di otturazione, velocità di scansione e programmazione del TLR.
E' chiaro quindi che ogni frame salvato sul supporto vive delle caratteristiche della testa che effettua la ripresa ovvero (semplificherò le definizioni per una facile lettura):

  • Lo standard - determina la velocità di scansione in frame/sec e l'aspect ratio.
  • L'ottica - determina la tipologia di angolo ripreso. Tele o Grandangolare.
  • L'otturazione elettronica - determina la qualità/pulizia di rappresentazione del movimento.
  • Il sensore CCD - determina la qualità della riproduzione degli elementi ripresi, i colori e la nitidezza."
ma si dimentica che le caratteristiche di ogni "frame salvato sul supporto" dipendono non solo dalla telecamera che cattura l'immagine, ma anche dall'apparecchiatura che registra sul supporto, dal tipo di supporto e dal tipo di codifica dell'immagine elettronica con cui vengono scritte le informazioni sul supporto.

Per esempio, a parità di telecamera, si possono avere registrazioni digitali o analogiche, su nastro magnetico o su disco fisso, in formati fra loro diversi e generati dal sistema di registrazione, non dalla telecamera.

L'affermazione dell'articolo, quindi, é parziale e posta in essere per far concentrare l'attenzione del lettore non sulle caratteristiche del sistema di registrazione, che di fatto produce il filmato registrato in uscita, quanto sulla telecamera che produce il solo flusso di immagini in ingresso.

Per fare un esempio terra terra, quanto sopra enunciato equivarrebbe a sostenere che in una macchina fotografica tradizionale l'immagine sulla pellicola dipende solo dall'obbiettivo e dalle caratteristiche della macchina fotografica, non dal tipo di pellicola!

Ciascuno può valutare da solo quanto tale affermazione sia inaccettabile, per comune esperienza.

L'affermazione successiva:
"Il processo di esportazione (mpeg1) successivo a questi passaggi non fa che degradare la qualità dell'immagine e ridurne le dimensioni/peso. Questo processo, però, non intacca in alcun modo la capacità della camera di riprendere chiaramente oggetti in movimento, visto che i due stadi sono profondamente slegati e non connessi a livello di elaborazione del segnale."
é chiaramente errata, non nel significato, ma nell'attribuzione del soggetto, perché parla di un processo di rielaborazione di un filmato che non ha più niente a che vedere con la sorgente delle immagini in input, quanto invece di una rielaborazione digitale (formato mpeg1) del solo filmato già registrato in output, che ricordo potrebbe essere analogico o digitale e che é, come detto, influenzato anche dal sistema di registrazione.

Parliamo allora un po' di questi sistemi di registrazione: se il sistema di registrazione fosse analogico (un unico videoregistratore a cassette, per esempio) e avessimo le due telecamere connesse con un multiplexer, si avrebbe in output un unico filmato analogico in cui i diversi fotogrammi proverrebbero, per tempi uguali decisi da programmazione, dalle diverse telecamere collegate sulla stessa porta di ingresso, attraverso una apparecchiatura di sincronizzazione, con un numero definito di fotogrammi che, a rotazione, arriverebbero da ciascuna singola telecamera: mentre le immagini prodotte da una telecamera vengono registrate, quelle prodotte dalle altre andrebbero perse.

Penso quindi che si possa escludere che i filmati di sorveglianza del Pentagono provengano da più telecamere collegate tramite multiplexer ad un unico videoregistratore analogico, visto che di entrambe le telecamere abbiamo tutti i fotogrammi per ciascun secondo di ripresa, quindi, come logica conclusione, se il supporto originale fosse di tipo analogico, dovremmo pensare a due videoregistratori, ciascuno dei quali avrebbe registrato il proprio flusso di immagini provenienti dalle singole telecamere indipendentemente dall'altro.

Se invece il registratore fosse digitale, tecnologia già disponibile e diffusa alla data dell'attacco al Pentagono, si dovrebbe pensare che ciascuna telecamera ha prodotto un filmato completo di tutti i fotogrammi previsti in fase di programmazione del registratore, che é andato ad essere memorizzato su supporto magnetico indipendentemente da problemi di sincronia con altre telecamere connesse alla stessa unità, perché ciascun registratore digitale ha input multicanale indipendente.

Nello specifico del Pentagono, mentre sappiamo di che tipo di telecamera si parla, nulla si sa al momento sul sistema di registrazione.
Già questo dovrebbe, per ovvia cautela, suggerire prudenza nell'esprimere giudizi trancianti su verità o falsità dei filmati.

Se poi consideriamo che il filmato distribuito ed analizzato anche da Murru é una copia, non si sa quanto uguale, dell'originale, risulta ancora più chiaro che non ha alcun senso parlare di prove, perché non si ha fisicamente la possibilità di provare alcunché.

Sempre per fare esempi terra terra, sarebbe come valutare l'originalità di un documento osservandone una fotocopia o una riproduzione: non ha alcun senso.

Chi volesse approfondire l'argomento, potrebbe leggere questo articolo in merito al processo di formazione della prova.

Ma torniamo al Pentagono ed alle sue telecamere di sorveglianza.
Murru fa delle affermazioni importanti nel suo articolo:

"Al fine di comprendere le caratteristiche della Philips Bosch 1261 che ha restituito i fotogrammi in analisi pubblicherò i dati sensibili forniti dalla stessa casa madre:

The product specified shall be a 520 TVL high resolution (768H x 494V picture elements), high sensitivity day/night NTSC camera using a ¼-inch format CCD color imager prepackaged in an impact-resistant cast aluminum housing with a 101mm (4-inch) polycarbonate dome.

The camera shall come complete with a 2.8 – 5.8mm, f1.4 to 200 varifocal DC auto-iris lens, and provide a high-speed electronic shutter, selectable automatic/manual white balance, and intelligent backlight compensation.

The camera shall accept AC or DC power. The camera shall have line lock and phase adjustment capability...

e ancora:

Full-featured, Fixed Camera in a Cast Aluminum Alloy Housing... Endures the Equivalent of 120 lb of Force High Resolution Color Varifocal Integrated Lens Line Lock with Phase Adjustment For Use in Indoor and Outdoor Applications

The Phortress VariDome includes a high resolution color camera with an integrated varifocal DC iris lens, which accepts both AC and DC voltages. If AC is employed, the user can take advantage of line lock and phase adjustment capabilities. Backlight compensation can be adjusted on all Phortress models. The Phortress VariDome is ready to use and easily mounts to ceilings and walls. They are configured for use with a single gang electrical box, and can be wired through the side or back of the housing via a standard 3/4 in. conduit opening. The Phortress's wide range of options, including fiber or UTP transmitter options, make it an ideal replacement for traditional camera installations, where extra security is required.

Tradotto per i non esperti la camera in oggetto ha delle caratteristiche di altissimo pregio e ben al disopra della fascia media di prodotti di questo tipo. La 1261 NTSC restituisce 30frame/secondo ad una risoluzione di ben 520 linee TV con 768x494 pixel di risoluzione nativa. Il sistema elettronico di otturazione garantisce velocità minime di 1/60 che restituiscono una perfetta rappresentazione degli oggetti anche più veloci (vista la distanza in gioco)."

Ma queste affermazioni, così roboanti, semplicemente ... non sono vere!

Mi rendo conto che un'affermazione del genere é ancora più forte di quanto chiunque potrebbe aspettarsi da una contro-analisi; vediamo allora il perché.

Le affermazioni precedenti non sono vere per il semplice motivo che non esiste una telecamera Philips Bosch 1261, perché la sigla individua ad oggi una SERIE o FAMIGLIA di telecamere, cioé le telecamere della SERIE PHILIPS LTC 1261, non un modello in particolare.

Sempre restando nel campo degli esempi terra terra, sarebbe come dire che una certa fotografia é stata scattata con una macchina fotografica Canon Eos, senza specificare altro... quale modello di Eos, visto che ne esistono di professionali e di amatoriali, tradizionali o digitali?

E qui inizia il bello, perché basta fare una ricerca in internet per vedere che esistono vari modelli di telecamera appartenenti a questa serie, di diversissime caratteristiche, tutte individuate dal nome Philips LTC 1261 (questo é il nome esatto della famiglia di telecamere del Pentagono), seguito dall'indicazione del modello, in cui le caratteristiche descritte da Murru, guarda caso, sono proprio quelle dei modelli di punta della famiglia.

Quindi si hanno, per esempio, i seguenti modelli (mi sono limitato ai primi che ho trovato, non ho certo la pretesa di essere esaustivo):
  • LTC 1261/21
  • LTC 1261/21DN
  • LTC 1261/22DN
  • LTC 1261/21N
  • LTC 1261/11
  • LTC 1261/21F
  • LTC 1261/22DN-N
  • ...
Quindi siamo al solito discorso: appena si controllano le fonti, tutta l'analisi complottista precipita al suolo nel rispetto delle regole della fisica, cioé con la velocità di un grave, visto che non appoggia su niente!
Mi siano consentite allora alcune riflessioni a voce alta:
  • se la Bosch ha acquisito la linea di telecamere di sicurezza Philips nel 2002, come possiamo essere sicuri che un suo funzionario o tecnico sappia esattamente le caratteristiche di una installazione di un impianto di sorveglianza del Pentagono (hardware e settaggi) che era già in servizio a settembre 2001, e quindi era stato collocato certamente prima?
E' forse per questo motivo che si vede scritto fra apici:

"The product specified shall be a 520 TVL high resolution ..."

"The camera shall come complete with a 2.8 – 5.8mm..."

"The camera shall accept AC or DC power. The camera shall have line lock and phase adjustment capability..."

Attenzione, io non sto dicendo che non sia così, ma per fare affermazioni gravi come quelle dell'articolo servono delle prove, non delle opinioni, mentre non si sa nemmeno di quale modello di telecamera si stia parlando, figuriamoci se poi si parlasse dell'impianto di registrazione.
  • Quando sono state installate queste telecamere?
  • Ci sono dati in merito, delle fonti ufficiali e non le solite chiacchiere complottiste, che specificano il modello, la settatura e la configurazione completa della catena di elaborazione e registrazione del segnale?
Chiarito questo aspetto, che non mi sembra affatto marginale, c'é da porsi un altro quesito del tutto di buon senso: ma é possibile che questi modelli di telecamere da sorveglianza, con le caratteristiche indicate da Murru, siano in produzione dal 2001 e ancora commercializzate, invariate nelle loro caratteristiche tecniche, nel 2007, cioé ben sei anni dopo, semplicemente col marchio Bosch quando sappiamo che il ricambio della tecnologia video ha ritmi incalzanti?

Dopo la critica all'analisi, vorrei dare un contributo, giusto per fare un ulteriore minimo passo in avanti verso la Verità: ho reperito il data book dei sistemi di sorveglianza della Philips del 2002 issue 1.


Certamente la fonte sembrerebbe essere idonea per documentare i modelli di telecamera della famiglia LTC 1261 esistente nel settembre 2001, data dell'attentato, ed i modelli non presenti su questo data book dovrebbero essere stati, con ogni probabilità, prodotti dopo la data di emissione del data book.

Attenzione, a scanso di equivoci sottolineo che sto parlando di probabilità, non di certezza, in merito ai tipi di modelli di telecamera Philips della serie LTC 1261 alla data del settembre 2001.

Nel catalogo, composto di ben 380 pagine, compaiono solo i seguenti modelli:
  • LTC 1261/11 (PAL)
  • LTC 1261/21 (NTSC)
e dato che la registrazione dovrebbe essere in formato NTSC, standard diffuso nel mercato americano, se ne deduce che il modello dovrebbe essere il LTC 1261/21 le cui caratteristiche sono riprodotte nell'immagine allegata:


e siccome non vorrei che dubitaste di quanto affermo in conclusione, vi aggiungo anche una tavola presa dal relativo manuale di istruzioni del modello in questione:


da cui vediamo che ci sono notevoli differenze con quanto affermato da Murru!

In particolare, segnalo l'assenza del "high-speed electronic shutter" che avrebbe potuto fermare un aereo in volo ad alta velocità grazie ai bassi tempi di otturazione, ed il numero di linee della telecamera che é quello standard di 480 del formato NTSC .
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DOSSIER "LE TELECAMERE DEL PENTAGONO"

Perché non si vede chiaramente un aeroplano nei filmati del Pentagono?

di Enrico Manieri - Henry62
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English translation of this post is avaiable here.
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Questa domanda mi viene spesso fatta da chi si avvicina per la prima volta all’analisi dell’attacco al Pentagono dell’11 settembre 2001.
Cercherò di dare una risposta. Nel libro “Debunking 911 Myths”, nel capitolo 3, viene affrontato l’argomento delle telecamere di sorveglianza del Pentagono e la questione dell’analisi dei filmati rilasciati dal DoD (Dipartimento della Difesa americano) in seguito alla conclusione del processo Moussaoui. .
Questi filmati, fin dal loro rilascio, sono stati oggetto di innumerevoli critiche ed analisi, perché di fatto l’aspettativa del grande pubblico di vedere un aereo schiantarsi contro il Pentagono, in modo simile a ciò che si vede nei numerosi filmati ripresi da diversi angoli dell’impatto del Boeing 767 contro la Torre Sud, è andata delusa.
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Nel filmato diffuso si vede un impatto, seguito da una deflagrazione e conseguente sviluppo di una enorme nuvola di fiamme, ma di un aereo, così come ci si aspetterebbe comunemente di vederlo, neanche l’ombra. Ma siamo proprio sicuri che si doveva vedere un aereo? Cioè, avremmo davvero dovuto aspettarci di vedere un aeroplano che va ad impattare contro il Pentagono, volando a quota bassissima fino all’impatto finale?
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Nel libro di Popular Mechanics compaiono queste frasi:
“A Pentagon spokesperson tells Popular Mechanics that the video was taken with a Philips LTC 1261 security camera and recorded at one frame per second. Jerry Housenga is a technical product specialist with Bosch Security Systems, which bought the Philips camera division in 2002. According to Housenga, it was unrealistic to think that the low-quality security camera footage would reveal the crystal-clear image of a Boeing 757 traveling at 780 feet per second. While most advanced security and surveillance cameras can be set to capture real-time video, the attached recording systems are almost always set at signif­icantly slower frame rates in order to conserve storage space. As a result, it is unlikely that the recording system of any nearby security camera would be set at a rate high enough to capture the speeding plane with decent resolution.”
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L’aeroplano quindi, secondo Popular Mechanics, volava ad una velocità di circa 780 piedi/secondo, cioè pari a 237,9 metri/secondo, cioè, per dare il senso delle grandezze di cui stiamo parlando, con una velocità di 858 chilometri/ora. Le telecamere di sorveglianza del Pentagono che fecero le riprese erano in standard NTSC, quindi producevano 29,97 fotogrammi al secondo con modalità 60i , cioè catturando 60 field al secondo. Ciascun fotogramma (frame) si compone di 2 field o semiquadri. Fino a prova contraria, da quanto risulta finora pubblicamente, si tratterebbe quindi di telecamere analogiche interlacciate funzionanti in standard NTSC, in postazione fissa.
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In merito alle analisi che seguono, vorrei precisare che ho consultato nel tempo una numerosa quantità di fonti tecniche e parlato con operatori tecnici che lavorano da anni nel settore della produzione audio-video, sia specialisti di TVCC che di produzione/trasmissione video, ma chiedo comunque espressamente a chiunque di non fidarsi delle mie valutazioni e di fare le proprie verifiche su quanto di seguito affermo, passando al vaglio ogni mio dubbio. Facendo invece riferimento ad una fonte ampiamente diffusa tra i navigatori in rete, come Wikipedia per comodità dei lettori, leggiamo:
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“L'NTSC è un formato interlacciato, dove 60 semiquadri formano 30 fotogrammi al secondo (in realtà la frequenza esatta è di 29,97 al secondo - 60 Hz). La sua risoluzione è di 640x480 pixel”
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Ma per capire il senso della frase, si deve capire cosa sia l’interlacciamento, sempre da Wikipedia:
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“L'interlacciamento (o interallacciamento) è una tecnica di miglioramento della qualità delle immagini in una trasmissione video, che limita il consumo extra di banda. Consiste nella visualizzazione alternata tra le righe di un fotogramma. Visualizzando l'intero fotogramma e poi passando al successivo, con i tubi catodici si creava uno spiacevole effetto collaterale: poiché il fascio di elettroni che disegnava l'immagine sul tubo partiva dall'alto per arrivare in basso, la parte alta dello schermo risultava più stabile per l'occhio umano, mentre la parte bassa veniva percepita come in costante vibrazione (dato che restava visibile per meno tempo). L'interlacciamento ha permesso di evitare questo. La tecnica consiste nel disegnare sullo schermo prima le righe dispari e poi le righe pari (PAL/SECAM) o viceversa (NTSC). In questo modo la retina dell'occhio dello spettatore viene immediatamente colpita dall'intero fotogramma che viene successivamente (1/50esimo di secondo per il PAL, 1/60esimo per NTSC) colpita dalla righe restanti (sic, N.d.r.). Fu scoperta dall'ingegnere dell'RCA Randall C. Ballard alla fine degli anni '20. È stata utilizzata per i televisori dall'inizio degli anni '70. Effetto collaterale del miglioramento dell'immagine è l'effetto flickering (sfarfallio) che, a volte, rende la visione sgradevole. Oggi, con la nascita prima di tubi catodici che lavoravano a 100 Hz (PAL) e successivamente con l'uso delle tecnologie al plasma e LCD, e con la nascita di formati ad alta definizione, non si rende più necessario trasmettere l'immagine in formato interlacciato. È importante comprendere che l'interlacciamento è una tecnica televisiva e non cinematografica. Un film è necessariamente fatto di fotogrammi "pieni" ed anche se trasmesso in televisione non avrà interlacciamento (cioè le righe dispari e pari saranno relative allo stesso istante) (vedi nota 1, n.d.r.). Oggi è considerata un effetto speciale l'opzione di de-interlacciamento, cioè la rimozione dell'interlacciamento e la creazione (artificiale) di una informazione a fotogramma pieno.”
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Nota 1: per chiarire quanto afferma Wikipedia, che potrebbe risultare un po’ ostico, è necessario spiegare che il passaggio delle pellicole in formato elettronico viene fatto con una speciale tecnica selettiva, per cui ogni singolo fotogramma della pellicola viene ripreso due volte, in modo che prendendo i field successivi delle coppie di frame, questi sono riferiti sempre al medesimo fotogramma del film. Un ulteriore problema, su cui spesso si sorvola, è che il formato su pellicola lavora a 24 fotogrammi/secondo, mentre il formato video lavora a 25 frame/secondo (PAL) o a 30 frame/secondo (NTSC), per cui, in assenza di adatte correzioni, la durata originale del film varia a seconda del formato video scelto, col formato video più breve di quello su pellicola.
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Da cui si capisce che, messo in soldoni, l’occhio umano viene ingannato dal rapido succedersi di 60 semiquadri al secondo, traendone la sintesi di immagini in movimento.
. A questo punto non ci resta che capire cosa sia un semiquadro, o field, e ci soccorre sempre Wikipedia, in lingua inglese:
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“Other technical standards in the final recommendation were a frame rate (image rate) of 30 frames per second consisting of 2 interlaced fields per frame (2:1 interlacing) at 262½ lines per field or 60 fields per second along with an aspect ratio of 4:3, and frequency modulation for the sound signal”

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e ancora:
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“With progressive scan, an image is captured, transmitted and displayed in a path similar to text on a page: line by line, from top to bottom. The interlaced scan pattern in a CRT (cathode ray tube) display completes such a scan too, but only for every second line. This is carried out from the top left corner to the bottom right corner of a CRT display. This process is repeated again, only this time starting at the second row, in order to fill in those particular gaps left behind while performing the first progressive scan on alternate rows only. Such scan of every second line is called a field. The afterglow of the phosphor of CRT tubes, in combination with the persistence of vision results in two fields being perceived as a continuous image which allows the viewing of full horizontal detail with half the bandwidth which would be required for a full progressive scan while maintaining the necessary CRT refresh rate to prevent flicker.

Only CRTs can display interlaced video directly — other display technologies require some form of deinterlacing.”

. Quindi si capisce che il field non é altro che l’immagine presa a righe alterne, per cui ogni frame si compone di due semiquadri, ciascuno dei quali mostra solamente le righe pari o le dispari, in maniera che la persistenza dell’immagine nella retina o sul tubo catodico fa ricostituire l’impressione di un frame completo.

Riassumendo, i filmati del Pentagono sarebbero stati ripresi da telecamere che lavorano in modo interlacciato a 60 Hz, cioè con la ripresa di 60 field al secondo per un totale di 29,97 frame al secondo. Detto questo, non sarebbe corretto il paragone concettuale di una telecamera con una macchina fotografica a pellicola, perché a parità di tempo di otturazione (1/60 secondo), la macchina fotografica cattura TUTTA l’immagine su pellicola mentre la telecamera analogica che funziona in modalità interlacciata, cattura di fatto solo un field, cioè o le righe pari o le righe dispari del frame, ma non tutte e due. Ciò deriva dall’elettronica che comanda il funzionamento della telecamera. Il problema che si pone, quindi è capire cosa sarebbe lecito aspettarsi dalla visione su un player di un filmato ripreso da una telecamera analogica, in postazione fissa, di un oggetto in rapidissimo movimento che ne attraversa il campo di ripresa, filmato e salvato su videotape con time lapse recording di 1 frame/secondo e convertito in mpeg1.

. Il problema è complesso, perché si devono distinguere vari passi:

  1. telecamera analogica interlacciata in postazione fissa che riprende;
  2. sistema time-lapse che registra su videocassetta (nell’articolo consideriamo un sistema di registrazione digitale, come ipotesi di sicurezza; se il sistema fosse analogico, la qualità del registrato e del riprodotto sarebbe ancora più bassa);
  3. eventuale esportazione del filmato su altro supporto, per esempio CD-Rom o DVD;
  4. riproduzione del filmato digitale su un player.

La combinazione dei primi tre elementi indicati determina la qualità del filmato digitale distribuito su supporto CD-ROM o DVD, mentre il quarto determina la qualità della percezione del medesimo filmato digitale da parte dello spettatore finale.

. COSA RIPRENDEREBBE LA TELECAMERA?

. Iniziamo ad osservare allora cosa riprenderebbe la telecamera analogica interlacciata in postazione fissa. Le telecamere di sorveglianza del Pentagono che avrebbero ripreso i famosi filmati dell’impatto sarebbero, a meno di nuovi documenti al momento non noti e da quanto risulta al momento, di tipo analogico interlacciate in standard NTSC, a colori, del modello ad iris automatico, con velocità di otturazione di 1/60 secondo. La telecamera inquadra una scena fissa, sfondo e oggetti immobili, e oggetti che si muovono al suo interno (macchine, persone, nuvole e altro), e cattura field alla velocità di otturazione di 1/60 secondo.

Costruiamo un modello semplificato per capire come si comporta l'aeroplano del volo AA77. L’aereo penetra nel campo visivo con la velocità, stimata, per semplificare il modello e non appesantirlo con formule inutili, pari a quella di impatto, di circa 237,9 m/s, secondo una traiettoria che, in prima approssimazione, possiamo ritenere avere un angolo di circa 46° con la retta che congiunge l’aeroplano con la telecamera. In questa ipotesi semplificata, la velocità dell’aereo, punto per punto della traiettoria lineare descritta dall’aeroplano, può essere scomposta nelle due componenti radiali e tangenziali rispetto al centro di un’ipotetica circonferenza con centro nella telecamera e passante per la posizione istantanea dell’aeroplano.

La componente tangenziale della velocità dell’aeroplano è quella che ci dice di quanto si sposterebbbe l’aeroplano per ogni secondo su una linea teorica “quasi-parallela” al piano del CCD che riprende, mentre la componente radiale della velocità ci dice di quanto si avvicinerebbe, nello specifico, l’aeroplano alla telecamera.

In parole povere, la componente tangenziale ci dice di quanto si sposterebbe al secondo l’aeroplano a distanza costante dalla telecamera, mentre la componente radiale ci dice con che velocità l’aeroplano si avvicinerebbe o si allontanerebbe dalla telecamera. La prima sarebbe responsabile di rilevamenti di spostamenti lineari sul CCD della telecamera, la seconda delle variazioni di dimensione dell’oggetto ripreso.

Quindi abbiamo, riassumendo, un oggetto che si sposterebbe nella sua rappresentazione sul CCD e che, contemporaneamente, si avvicinerebbe cambiando le sue dimensioni e la forma della proiezione. Nell’ipotesi semplificata di angolo iniziale di 46°, per OGNI FIELD, cioè ogni sessantesimo di secondo, l’oggetto si sposterebbe dal punto considerato linearmente, in parallelo al CCD, di 2,85 m e si avvicinerebbe di 2,75 m. Cioè, il singolo frame dei 30 al secondo, è composto da righe pari e dispari che si riferiscono ad un medesimo oggetto che si è spostato nella sua proiezione sulla retta parallela al CCD di 2,85 m e che si è avvicinato di 2,75 m. Questo ragionamento estremamente semplificato, vale solamente per il punto iniziale della traiettoria reale, perché per ogni punto della stessa variano sia la distanza dalla telecamera che l’angolo con cui si scompone il vettore velocità, e quindi variano di conseguenza gli spostamenti e le variazioni di dimensioni percepite e registrate dal CCD. E’ chiaro quindi che non è pensabile confrontare una immagine completa scattata a 1/60 di secondo da una macchina fotografica a pellicola con un frame interlacciato catturato da una telecamera analogica interlacciata, in cui le righe pari e dispari dello stesso frame riprendono lo stesso oggetto collocato in realtà diversamente nello spazio. Questo perché le righe pari e le righe dispari dello stesso frame provengono in realtà da field scattati a distanza di 1/60 di secondo.

Man mano che l’aereoplano si avvicina all’impatto col Pentagono, se ammettessimo, per semplicità di modello, la velocità costante dell’aeroplano (ma è un ipotesi riduttiva, perché in realtà l’aeroplano è in fase di accelerazione fisica), diminuirebbe comunque la componente radiale della velocità e aumenterebbe di conseguenza quella tangenziale (per la regola di composizione del parallelogramma dei vettori, secondo le nuove direzioni radiale e tangente su circonferenze concentriche con centro nella telecamera e passanti per il punto in cui si trova l’aereo).

Quindi l’aeroplano, solo per questioni geometriche e non fisiche, subirebbe un’accelerazione tangenziale e una decelerazione radiale rispetto alla telecamera, cioè diminuirebbe l’ingrandimento dell’oggetto percepito dal CCD, ma aumenterebbe lo scostamento fra le posizioni spaziali proiettate sulla parallela al CCD fra le righe pari e dispari dello stesso fotogramma. L’effetto, fuori dal modello, sarebbe ulteriormente amplificato dalla reale accelerazione dell’aeroplano. Già questo fa capire che é difficile attendersi di vedere un aeroplano ben definito come l’immaginario comune potrebbe pensare.

Si pone poi un altro problema: cosa catturerebbe il CCD se nel sessantesimo di secondo in cui resta “aperto” l’otturatore la luce che colpisce il CCD proviene solamente in parte dall’oggetto e in parte dal fondo che resta fisso?

Mi spiego meglio: se ad un certo istante l’otturatore si aprisse per catturare un field (per esempio le righe pari del frame) e considerassimo, sempre per esempio, un punto del campo di ripresa che si trovasse 2,50 metri prima della punta dell’aereo, aereo che si muovesse con velocità tangenziale di 171,1 m/s, questo punto ripreso resterebbe per buona parte del tempo dell’esposizione colpito dalla luce del panorama fisso, e solo mentre l’otturatore sta per chiudersi verrebbe raggiunto dalla punta dell’aeroplano (che, ricordiamo, si sposterebbe in senso tangenziale di 2,85 m).

Cosa registrerebbe, allora, il CCD?

Lo sfondo con una velatura dovuta all’aeroplano che è sopraggiunto quasi in chiusura di otturatore? Probabilmente si; lo stesso effetto lo avremmo per un punto che si trovasse in coda all’aeroplano, in cui all’apertura dell’otturatore avremmo per un brevissimo istante la coda dell’aeroplano, ma poi, per la maggior parte del periodo di esposizione, lo sfondo fisso.

Quindi, riassumendo, avremmo effetti dinamici legati alla geometria fra traiettoria reale dell’aeroplano e punto di ripresa fisso della telecamera, effetti dinamici dovuti alle forze fisiche agenti sull’aeroplano ed effetti “video-elettronici” legati alla modalità di funzionamento e ripresa della telecamera. .

COSA REGISTREREBBE IL VIDEO RECORDER?

. Il sistema di ripresa, come detto, registra le immagini provenienti dalla telecamera, ma per consentire un’adeguata autonomia di tempo, non registra tutti i 29,97 frame NTSC al secondo (ciascuno composto da 2 field), ma registra 1 frame per ogni secondo, secondo un sistema detto time-lapse recording.

Quale fotogramma fra i 30 frame al secondo?

Dipende da come é settato il sistema, ma certamente, ad ogni scadenza del secondo, viene registrato il frame corrispondente.

Sapere come sia settato il registratore é comunque importante, perché i 29,97 frame al secondo sono fra loro molto diversi per “contenuto” dell’immagine.

Che probabilità si hanno di registrare proprio quel frame in cui l’aereo è presente per intero, ammesso che esista un frame siffatto e con tutti i dubbi del punto precedente?

La scrematura selettiva dovuta al time-lapse recording è tale che l’aeroplano, sebbene ripreso dalla telecamera, potrebbe non essere stato registrato, perché facente parte di quei frame che non sarebbero stati considerati dal registratore.

Un ulteriore informazione di cui si dovrebbe avere certezza prima di avanzare ipotesi é la presenza o meno di un apparato di de-interlacciamento del segnale in ingresso prima della registrazione e di eventuale altra circuiteria che potrebbe alterare la struttura dei field registrati rispetto a quelli catturati dalla telecamera.

. COSA VERREBBE ESPORTATO SU CD-ROM O DVD?

. Un ulteriore problema nascerebbe poi dalla successiva esportazione dei frame memorizzati dal videoregistratore a cassette su supporto CD-ROM o DVD.

Visto che il registratore registra 1 frame al secondo dalla telecamera, se venisse riprodotto il filmato registrato (o meglio la serie di immagini registrate) alla normale velocità di 29,97 frame al secondo, avremmo un effetto di accelerazione di 30 volte, per cui i filmati da esportare dovrebbero essere stati ottenuti con tecniche consentite dai normali riproduttori digitali di TVCC con cui è possibile fissare a piacere la velocità di riproduzione, oppure, un’altra tecnica più rozza consisterebbe nel replicare 30 volte ogni singolo frame prima di produrre l’esportazione del filmato.

Il filmato registrato in standard NTSC ha una definizione del singolo frame di almeno 640*480 pixel utili, ma il filmato diffuso dal DoD è in formato MPEG1, che ha una risoluzione del singolo frame di 352*240 pixel, cioè di gran lunga inferiore al formato nativo registrato, ammesso che questo fosse in pieno standard NTSC.

Quindi, oltre a tutti i fattori di cui sopra, nel processo di esportazione si ha, per forza di cose, un ulteriore riduzione della risoluzione dell’immagine, oltre ad una compressione che utilizza un formato lossy, che potrebbe, rispetto all’originale, introdurre una ulteriore complicazione nelle modalità di rappresentazione del singolo pixel.

Sarebbe quindi necessario sapere a quali trattamenti sarebbe stato sottoposto il filmato registrato su videotape prima di esportarlo in MPEG1: per esempio, potrebbe essere stato de-interlacciato.

Una forma brutale di de-interlacciamento e compressione é quella di eliminare completamente un field, lasciando solo o le righe pari o le dispari... Qualcosa sicuramente deve essere avvenuto, visto che il numero delle righe del filmato MPEG1 distribuito é la metà del formato nativo NTSC.

. COSA MOSTREREBBE UN PLAYER?

. E’ chiaro che la qualità del player (hardware e software), condiziona la fruibilità ed il livello finale del filmato MPEG1 rispetto allo spettatore finale. Un conto sarebbe vedere un video-CD, cioè un filmato in formato MPEG1, su un lettore da sala, un altro riprodurre un file MPEG1 in un programma professionale di montaggio video su computer. Ma questi dubbi esulano dalle considerazioni di tipo tecnico sui filmati in sé, anche se, indubbiamente, player diversi forniscono qualità diverse di riproduzione dello stesso file digitale.

. CONCLUSIONI

. Alla luce di queste semplici considerazioni, la mia risposta alla domanda “perché non si vede chiaramente l’aereo del Pentagono nei filmati rilasciati dal DoD?” é che non sapendo:

  • quale sia il livello di dettaglio delle immagini originali su videotape,
  • come sia composta la catena di acquisizione, elaborazione e memorizzazione dei frame (compreso il settaggio delle apparecchiature) ,
  • quali trattamenti abbia subito il filmato prima della compressione MPEG1

non é possibile stabilire con un affidabile grado di certezza quanto la copia in formato MPEG1 sia o meno equivalente all’originale per i contenuti video registrati: l’unica cosa per me certa é che i filmati rilasciati dal DoD sono sicuramente inferiori per definizione e per qualità rispetto agli originali, ed i dubbi tecnici sopra esposti non aiutano certo nel poter avere delle certezze da cui procedere.

Alla luce di tutto quanto affermato, ritengo che sarebbe stato statisticamente più sospetto un filmato che mostrasse chiaramente un aereo impattare contro il Pentagono: i filmati rilasciati dal DoD, a seguito di richiesta FOIA dopo la chiusura del processo Moussaoui, non sono per me una prova conclusiva della presenza o meno di un aereo al Pentagono, ma se dovessi necessariamente scegliere, sono più gli indizi a favore della presenza di un aereo che della sua assenza.

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DOSSIER "LE TELECAMERE DEL PENTAGONO"

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